Spiaggia fascista di Chioggia/ A Punta Canna, “vige il regime!”: ma i cartelli hanno meme falsi sul web

- Niccolò Magnani

Spiaggia fascista di Chioggia, ultime notizie: Punta Canna, “qui vige il regime a casa mia”, polemiche e richieste di chiusura. Il prefetto vieta le scritte pro-Duce, il caso-choc

spiaggia_fascista_chioggia_venezia_duce_twitter_2017
Spiaggia fascista a Chioggia (Facebook)
Pubblicità

Mentre l’ipotesi di reato prosegue nel suo corso ordinario di indagini della Procura di Venezia, per la spiaggia fascista di Chioggia vengono scoperti altre “novità” rispetto al settore “cartelli e messaggi” che riempiono lo stabilimento di Punta Canna. Tramite alcune segnalazioni arrivate al portale Vice, sono tanti i messaggi riportati sui cartelli di Punta Canna che provengono in realtà non da citazioni storiche della tradizione fascista, ma da semplici meme e sfottò filo-fasciste che spopolano da anni sul web e sui social. Per il proprietario Gianni Scarpa dunque la provocazione e la goliardia potrebbero mischiarsi all’ignoranza nel produrre materiale a metà tra il veritiero e il completamento falso. Nel cartello all’ingresso della spiaggia, ad esempio, ci sono una serie di “citazioni” di personaggi famosi sul Duce: Gandhi, Einstein, Mandela.

Ecco, sono ovviamente tutte false quelle citazioni, prese a caso da un pagina su Facebook “Generatore di immagini gentiste di bassa qualità”: la gravità della provocazione e del possibile reato di apologia del fascismo resta, la “stupidità” di alcune goliardate per di più mal riuscite… pure!

Pubblicità

Ha fatto il giro del mondo la “notizia” della spiaggia fascista a Chioggia, ad un passo da Venezia: uno stabilmento in particolare, “Punta Canna” è divenuto in poco tempo celebre per i suoi cartelli, le sue scritte, i suoi regolamenti e “consigli” tutti pro-regime fascista. Immagini del Duce Benito Mussolini in ogni angolo, saluti romani e scritte esposte anche all’esterno della seria, “se non ti piace, me ne frego!”. Dal parcheggio è già subito evidente cosa attende a chi decide di passare una giornata all’interno del stabilimento sulla bella spiaggia di Chioggia: «Zona antidemocratica e a regime. Non rompete i c…», giusto così per invitare ad un “sobrio” dialogo democratico. Poi si entra nella spiaggia e non sono scherzi quelli che vi scriviamo: sul bagno c’è scritto un “simpatico”, qui “camera a gas”, mentre per quanto riguarda il regolamento interno la fantasia è al potere, «Regole: ordine, pulizia, disciplina, severità”; “difendere la proprietà sparando a vista ad altezza d’uomo, se non ti piace me ne frego!», o anche “servizio solo per i clienti, altrimenti manganello sui denti”. Ora, intendiamoci, è chiaro che si tratta di una estrema provocazione e goliardiata all’ennesima potenza: resta però l’inspiegabile silenzio in queste settimane del Comune, ufficialmente “non interviene nella gestione dello stabilimento Punta Canna” e delle istituzioni di fronte a quello che è difficile non identificare come un’enorme apologia del fascismo a cielo aperto.

Gianni Scarpa, 64 anni e iper ultrà del fascismo d’annata, con immancabile bandana nera, a Repubblica ha raccontato così la “sua” proprietà: «Qui valgono le mie regole e vige il regime. Sono molto contento di avere una clientela esemplare. Guardatevi in giro, oggi siete 650, non c’è una cicca, non c’è una salvietta a terra. A me la gente maleducata mi fa schifo…a me la gente sporca mi fa schifo…A me la democrazia mi fa schifo…Io sono totalmente antidemocratico e sono per il regime. Ma non potendolo esercitare fuori da casa mia, lo esercito a casa mia. A casa mia si vive in totale regime».

Pubblicità

La spiaggia di Chioggia è ovviamente divenuto il caso del giorno, con le richieste immediate di chiusura e di polemica strenua contro un’intero stabilimento totalmente dedicato al regime fascista. «Al personaggio ricordiamo che Punta Canna non è “casa sua”, come ama asserire: in quanto concessione demaniale sul suolo italiano, egli è tenuto a rispettare le leggi dello Stato, congruenti con la Costituzione nata dalla Resistenza antifascista», racconta l’Anpi ai tanti giornalisti arrivati per documentare Playa Punta Canna dal sapor destrorso. Ieri sono arrivate le prime prese di posizione del Comune dopo giorni di silenzio, «Se ci saranno infrazioni alla normativa per quanto ci riguarda, profili penalmente rilevanti o irregolarità nella struttura – ha chiarito il vicesindaco Marco Veronese – il Comune interverrà immediatamente. La notizia di reato è già all’attenzione dell’autorità giudiziaria e quindi l’iter farà il suo corso», si legge sulla Stampa.

Questa mattina l’ultima novità importante sull’incredibile vicenda a due passi da Venezia: il prefetto di Venezia Carlo Boffi ha emesso una ordinanza per «immediata rimozione di ogni riferimento al fascismo contenuto in cartelli, manifesti e scritte presenti all’interno dello stabilimento balneare Punta Canna a Chioggia». Nella stessa ordinanza è stato imposto al gestore Scarpa di astenersi dall’ulteriore diffusione di messaggi contro la democrazia e contro lo Stato. La vicenda rimane aperta ovviamente e gli sviluppi nei prossimo giorni diranno quanto e come rimarrà aperta la spiaggia “del Duce”.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Pubblicità

I commenti dei lettori