ALTALENA PER DISABILI/ Le mamme dei bambini “normali” la fanno chiudere

- Paolo Vites

Una speciale altalena per bambini disabili manomessa da bambini “normali” mentre le mamme chiedono al comune di chiuderla perché pericolosa. L’increscioso episodio

centri estivi
Immagine di repertorio
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Verrebbe da dire: è già tanto che ci fosse una altalena per disabili, vista l’incuria e il degrado a cui sono ridotti normalmente i giardinetti per i bambini di quasi tutte le città italiane. Luoghi frequentati dai bambini durante il giorno e poi devastati da ragazzotti e gang varie di sera e di notte, malamente e scarsamente accuditi dal personale comunale, con altalene e giochi vari lasciati devastati per mesi. A Imperia, nel Parco Urbano, invece, il comune aveva avuto un’ottima idea, piazzare una altalena apposita per bambini disabili e a loro dedicata. Cosa è successo? Che alcune mamme preoccupate per l’incolumità dei loro figli hanno chiesto al comune di farla chiudere e il comune, rimangiandosi quanto di buono aveva fatto, ha obbedito. Il motivo? Che era pericolosa in quanto qualche bambino passandovi dietro rischiava di venire investito. Così la signora Michela Aloigi, madre di Matteo un bambino disabile, ha raccontato il fatto sulla sua pagina facebook: “Io e Matteo ringraziamo tutti quei cittadini che hanno fatto chiudere l’ Altalena così che i propri figli ” normodotati” possano rimanere incolumi mentre loro chiacchierano e giocano con il cellulare! O sono tranquilli tranquilli al mare poiché non hanno bisogno di aiuto o accessibilità.  Noi, non vi preoccupate , andiamo a rinchiuderci a casa…….Grazie! W la civiltà!”.

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Ora, tutti i genitori sanno o dovrebbero sapere che bisogna stare attenti alle altalene, ad esempio non lasciare che i bambini vi stiano troppo vicini o rischiano di essere investiti. Ma le mamme, si sa, spesso e volentieri approffittano del fatto di portare i propri figli ai giardinetti per mollarli e starsene un po’ tranquille per i fatti loro, a far pettegolezzi o chattare al cellulare, dimenticandosi spesso e volentieri dei propri figli. Che poi finisce che si fanno male. Lo spiega bene la signora stessa: “Tutto è partito da una lamentela apparsa sui social network – ha detto a Repubblica – che è poi finita alle orecchie del comune che ha chiuso l’altalena, reputata pericolosa. Ma tutti fin da piccoli siamo cresciuti coi genitori che ci dicevano di non stare dietro l’altalena perché pericoloso, secondo me è solamente un accanimento da parte di persone cattive.”

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Interviene il sindaco, dalle cui parole si scopre che l’altalena era stata acquistata proprio dalla mamma di Matteo con una raccolta fondi (sembrava strano che una amministrazione comunale ci arrivasse da sola a tale “impegno”) e orgogliosamente dice che le notizie riportate fino ad adesso sono false: “L’altalena per disabili situata al Parco Urbano non è stata in alcun modo rimossa, come hanno titolato alcuni giornali o come è rimbalzato sui social. La struttura, acquistata grazie all’impegno della signora Aloigi, mamma di Matteo, tramite una raccolta fondi, è stata momentaneamente chiusa con un lucchetto, per la sicurezza dei bambini e dei ragazzi che frequentano il parco”. E, dice ancora, il sindaco, il fatto che bambini non disabili la utilizzassero ha creato problemi. Complimenti a tutti i protagonisti della vicenda: mamme, bambini capricciosi, amministratori comunali. 

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