ITALIANI PIGRI E SEDENTARI/ 4 su 10 non si allontanano dal divano, 1 su 10 è obeso

- Silvana Palazzo

Italiani pigri e sedentari, dati Istat: 4 su 10 non praticano sport o attività fisica, 1 su 10 è obeso. Le ultime notizie sull’indagine sui fattori di rischio per la salute nel nostro Paese

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Italiani pigri e sedentari - Homer Simpson sul divano
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Italiani, popolo di santi, poeti e… pigri. Le persone che nel nostro Paese non praticano né sport né attività fisica sono pari al 39,2% della popolazione da tre anni in su. Quasi quattro italiani su dieci sono sedentari: una bella fetta della popolazione, visto che parliamo di 23 milioni e 85 mila cittadini. Lo rivela un’indagine dell’Istat, che ha pubblicato le informazioni sui fattori di rischio per la salute nel nostro Paese. Sono emerse comunque elevate differenze di genere: ad essere completamente sedentarie sono soprattutto le donne: il 43,4% contro il 34,8% degli uomini.

Quello della sedentarietà è un problema di cui si sono occupati pure un gruppo di ricercatori spagnoli, secondo cui siamo uno dei popoli più pigri d’Europa. Dall’indagine pubblicata su Open Access Library Journal si scopre che peggio di noi sono solo greci, bulgari e portoghesi. Ma non è finita qui con i dati allarmanti dell’Istat: l’anno scorso infatti il 19,8% degli italiani con più di 14 anni dichiarava di essere fumatore, quindi 10 milioni e 400 mila persone. Il 22,6% invece dichiarava di aver fumato in passato, mentre il 56,1% di non aver mai cominciato.

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C’è poi l’allarme obesità: il 45,9% degli under 18 è in eccesso ponderale. In particolare, il 35,5% è in sovrappeso, mentre il 10,4% è obeso. I normopeso sono il 51%, quelli sottopeso il 3,1%. Il problema dell’obesità è emerso anche dal rapporto Osservasalute 2016, che fa riferimento all’indagine Multiscopo dell’Istat “Aspetti della vita quotidiana”. La Puglia è ai primi posti della classifica con la prevalenza più alta di persone obese (12,3%), dopo Molise e Abruzzo. Il tacco d’Italia sarebbe sul podio anche per l’alta percentuale di sedentarietà. Per questo è importante lavorare sulla prevenzione e la sensibilizzazione del fenomeno.

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