Finte suore si baciano in chiesa/ Il caso è ancora aperto: curia e comune vogliono costituirsi parte civile

- Paolo Vites

Un caso aperto dal 2015 quando un fotografo fu trovato a scattare foto a due finte suore che si baciavano e a un finto prete che le benediceva, e non ancora chiuso

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La chiesa di Trarivi

Opera architettonica inserita per la sua importanza nella tutela monumentale con annesso museo della Linea Gotica Occidentale, che ai tempi della Seconda guerra mondiale passava qui vicino. E’ la chiesa con i resti dell’antica abbazia della Pace di Trarivi, nelle campagne del comune di Trarivi sulle colline di Montescudo dietro a Rimini. Ma soprattutto nonostante sia in parte crollata, una chiesa ancora in funzione dove in alcuni casi si celebrano le messe. E’ qui che nel luglio 2015 scoppiò un caso che ebbe risonanza nazionale. Un fotografo (artista dice lui), Giorgio Augelli, aveva montato un set fotografico (chiedendo il permesso al comune, dice lui, ma probabilmente non aveva spiegato il soggetto delle sue fotografie) proprio nella chiesa davanti all’altare. Una di quelle opere coraggiosamente dissacratorie, probabilmente, o per maniaci del porno. Due belle ragazze vestite da suore con il rosario in mano che si baciavano fra di loro, un finto prete che le benediceva.

Augelli si è giustificato dicendo che le foto servivano per la sua prossima mostra intitolata “Tra sacro e profano”: idea originalissima. O forse per un calendario dei camionisti. Purtroppo per loro sono stati scoperti e denunciati. Violazione della proprietà privata, e danno di immagine. Nel 2016 un decreto di condanna per il fotografo, a cui si è opposto facendo scattare il rinvio a giudizio per violazione di domicilio e offesa a confessione religiosa. L’udienza era attesa nelle scorse settimane ma per uno sciopero dei penalisti è rimandata al 13 aprile 2018. Intanto il fotografo giura di aver distrutto foto e negativi e ha chiesto scusa, ma comune e parrocchia si vogliono costituire parte civile. Vogliamo andare fino in fondo – conferma il sindaco di Montescudo – Monte Colombo, Elena Castellani –. La nostra comunità è uscita danneggiata da questa vicenda, che ha avuto risalto anche sui quotidiani locali. La Chiesa della Pace è un luogo di grande importanza per il nostro territorio, considerato anche il suo valore culturale, artistico e religioso. Come amministrazione è nostro dovere tutelarla».



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