MASSACRATA A COLPI DI TELEFONINO DA UNA BAMBINA/ Roma, picchiata in metro da gruppo di bimbe rom

- Niccolò Magnani

Donna massacrata a colpi di telefonino da una bambina: Roma, 63enne picchiata in metro da un gruppo di bimbe rom che volevano derubarla. Emergenza sociale e “modus operandi”

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Roma, stazione Termini (LaPresse)

La metro di Roma nell’ultimo periodo – ma i cittadini giurano che il “periodo” è davvero più lungo di un’era geologica – non è certamente il posto più sicuro al mondo: se rimani incastrata nelle porte dei convogli rischi di vederti trascinare per metri lungo le gallerie, e soprattutto potresti rischiare di venire presa a “colpi di cellulare” dalla furia di un gruppo… di bambine rom. Sì, avete letto bene, è successo anche questo alla stazione Barberini della Linea A, metro Atac di Roma Capitale, dove una signora di 63 anni, Maria Assunta, è stata portata al Pronto Soccorso con una maschera di sangue in volto. Secondo quanto riporta il Messaggero di Roma, la donna è stata picchiata da una bambina rom di 9 anni, insieme ad un gruppetto folto di altre ragazzine minuscole che girano le metro e le fermate della Capitale per chiedere l’elemosina. Accade tutto mercoledì pomeriggio quando la banda di “baby rom” attacca la signora sulla banchina della metro A: accerchiata improvvisamente, la donna prova a farsi largo urlando aiuto, ma le piccole bimbe si avvicinano e iniziano a saltarle addosso prendendola a colpi di cellulare contro il volto e le braccia. La donna cade per terra e in quel momento arrivano i vigilantes che riescono a bloccare la bimba-assalitrice mandandola poi in un centro per minori della Capitale.

Il problema è che, senza identità e senza documenti, la piccola bimba nomade, come tante altre in giro per la città, escono ed entrano come vogliono dai centri di accoglienza strapieni e non in grado di riuscire a badare a tutti. Un caso purtroppo limite che denota un problema profondo a Roma e anche in altre città d’Italia: 9 anni e tiene “in pugno” la sicurezza e le forze dell’ordine italiane. Sono infatti tanti i casi di micro-criminalità, violenza e furti compiuti da bambini rom che nelle principali stazioni della Capitale borseggiano indisturbate. «Sono le padrone – allarga le braccia una delle guardie giurate in servizio a Barberini intervistate dal Messaggero – Non gli possiamo fare niente noi e nemmeno i militari che sono in stazione. Sono aggressive e sanno di avere l’impunità. E quando chiamiamo polizia e carabinieri dopo poche ore tornano». La donna ferita se la caverà, le emergenze sia di pubblica sicurezza che di estremo bisogno educativo e sociale per questi minori, purtroppo, non finiranno qui.



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