Andrea Ruotolo/ La morte del 20enne, i genitori accusati di essere indemoniati (Speciale Chi l’ha visto?)

- Emanuela Longo

Andrea Ruotolo, la sua morte misteriosa a sette anni di distanza sarà affrontata stasera nello speciale di Chi l’ha visto. Tutti i dubbi attorno al giallo e le ultime scoperte.

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Chi l'ha visto - Federica Sciarelli

A Speciale Chi l’ha Visto è tornato in primo piano il caso di Andrea Ruotolo, il giovane ragazzo italiano che appena vent’anni è rimasto ucciso in Albania in maniera misteriosa ma al tempo stesso atroce, con ecchimosi, ferite e gravissime percosse che hanno fatto rientrare il cadavere in condizioni indecorose in Italia, tanto da aver reso impossibile l’effettuazione di un’autopsia efficace. Il ruolo del prete che non ha comunicato immediatamente, temporeggiando, la morte del ragazzo ai genitori resta uno dei misteri da risolvere, anche perché pur chiedendo verità a più riprese, i genitori di Andrea Ruotolo sono stati stigmatizzati, venendo addirittura accusati di essere posseduti dal demonio. Indemoniati solo perché vogliono conoscere la verità sulla terribile morte del loro figlio in Albania: di sicuro il caso di Andrea Ruotolo è lontano dall’essere risolto, ma i genitori non si arrenderanno, anche perché il mistero centrale resta quello delle ferite e delle ecchimosi che il cadavere di Andrea riportava e che non hanno mai avuto spiegazioni. Chi sono stati gli aguzzini di Andrea? In barba a chi li definisce indemoniati, i genitori del ventenne non si arrenderanno finché non avranno risposta. (agg. di Fabio Belli)

ANDREA RUOTOLO, MORTO IN ALBANIA 7 ANNI FA: IL GIALLO CONTINUA

Nei mesi scorsi la trasmissione Chi l’ha visto ha acceso i riflettori sulla morte misteriosa di Andrea Ruotolo, giovane 20enne morto in Albania nel 2010 in circostanze ad oggi mai chiarite. Nella puntata speciale del programma di Rai3 in onda questa sera, saranno ripercorre le tappe salienti di un giallo che ha appassionato l’Italia e del quale l’intera famiglia Ruotolo attende ancora risposte. Era l’agosto di sette anni fa quando il giovane ingegnere di San Felice morì durante un campus-missione. Ufficialmente annegato in Albania, la sua famiglia non ha mai creduto a questa tesi. Dall’autopsia eseguita, infatti, era emerso che i polmoni del giovane fossero arieggiati e senza liquidi. Come è morto, dunque, Andrea? Sul suo corpo, come ricorda il portale EdizioneCaserta.it, furono rinvenute alcune ferite sospette tra cui un colpo alla fronte, quattro ecchimosi sul collo ed un colpo sulla spalla. Secondo quanto si legge nell’atto, a provocare queste ferite fu “uno strumento duro e liscio” utilizzato contro il 20enne mentre era ancora vivo.

LA LETTERA ANONIMA SULLA TOMBA

Lo scorso giugno il caso di Andrea Ruotolo tornò al centro della trasmissione condotta da Federica Sciarelli con alcune clamorose novità. Il 18 aprile scorso, sulla tomba del 20enne ufficialmente morto annegato mentre si trovava in Albania, la madre Angela Perrotta trovò una lettera anonima che aprì la strada a nuovi dubbi. Il contenuto della missiva andò in qualche modo a confermare quanto emerso dall’autopsia, lasciando ipotizzare la morte del 20enne come conseguenza delle percosse. “Mi sono permesso di chiedere a due investigatori il caso di Andrea. Il primo ha detto che lui ha visto qualcosa che non doveva sapere scappando è scivolato battendo la testa. Il secondo quasi uguale era al posto sbagliato al momento sbagliato pare che abbia subito percosse chiedete ad Andrea che lì aveva la ragazza. Nel giro di 30 giorni saprete come sono andate le cose”, si leggeva nella missiva. La madre, in quell’occasione aveva commentato quanto scritto dall’anonimo nella lettera a lei indirizzata, asserendo con un filo di voce: “Aveva visto qualcosa che non doveva vedere”. La verità, tuttavia, tarda ad arrivare ed il giallo resta ancora avvolto da tutta una serie di ombre a partire dal giorno in cui gli stessi genitori appresero della morte del loro caro.

TUTTI I LATI OSCURI

Dal prelato che ai genitori di Andrea Ruotolo riferì del ferimento del giovane, per poi ammettere la verità solo alcune ore dopo, alle modalità di trasporto della salma e che non ha permesso alla famiglia neppure di “salutare” per l’ultima volta il 20enne. I lati oscuri nella vicenda sono molteplici. A quelli già citati si vanno ad aggiungere l’omessa consegna alla famiglia dei pantaloncini indossati il giorno della sua morte della vittima, le strane voci sul conto della sua famiglia secondo le quale sarebbe stata posseduta dal demonio, e poi l’atteggiamento dell’ambasciata italiana in Albania e le modalità di rimpatrio. Anche l’autopsia ha evidenziato dubbi per non parlare del prete che quel giorno maledetto di agosto di sette anni fa girò un filmato ma del quale non si hanno più notizie dopo essere stato fatto trasferire dalla sua sede. Il giallo, dunque, continua e per questo motivo Chi l’ha visto ha deciso di non spegnere i suoi riflettori avanzando possibili piste percorribili.

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