DROGATI IN DIRETTA SU YOUTUBE/ Video shock, Drugslab: giovani youtuber si drogano live per vedere gli effetti

- Paolo Vites

In Olanda il governo finanzia un programma Youtube dove alcuni giovani testano ogni volta nuove droghe per vedere che effetto fanno: educativo o inutile?

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Un fotogramma di Drugslab su Youtube

“Se non avessimo fatto uso di droghe avremmo scritto canzoni migliori” disse una volta Graham Nash, membro del quartetto – dopo i Beatles – musicale più famoso del mondo, Crosby Stills Nash and Young. Lo disse dopo che quasi tutti loro avevano subito danni fisici e detenzioni in carcere per uso di droghe, che avevano anche interrotto le loro carriere musicali. Il fatto è che la generazione anni 60 si era trovata davanti un mondo, dalla marijuana agli acidi come Lsd, totalmente nuovo e sconosciuto, e lo avevano testato di persona, con la credenza che la droga potesse, come diceva qualcuno di loro, “allargare l’area della coscienza” e farci acquistare capacità in più per vivere in armonia con il mondo. Il problema fu che a furia di testare queste droghe si arrivò alle morti o alle malattie mentali, un caso su tutti quello del fondatore dei Pink Floyd che si scioglieva direttamente l’Lsd nei capelli per farlo entrare direttamente nel cervello. Finì pazzo. Poi arrivarono l’eroina e la cocaina, perché c’era bisogno di sensazioni sempre più forti, e fu strage. La cantante dei Pretenders, Chrissie Hynde, quando durante una intervista le chiesi cosa pensasse fosse rimasto oggi dello spirito libertario della generazione di Woodstock, rispose lapidaria: “Troppi morti per droga”. Questa è la realtà.

C’è ancora bisogno di testare le droghe per capire se fanno male, a questo punto? Si direbbe di no, ma il problema è che le generazioni si succedono una all’altra, ci si dimentica del passato o non viene ricordato abbastanza da chi è transitato in questo madornale abbaglio che è la droga, le droghe stesse cambiano con la stessa velocità con cui cambiano le mode, e allora siamo sempre al punto di partenza. Un canale della televisione di stato olandese ha dato vita a un programma che sta riscuotendo molto successo. Si intitola “Drugslabe”, è un canale Youtube in realtà, ma finanziato dal governo, in cui alcuni giovani a ogni puntata provano una droga diversa per vedere che effetto fa e quali sono i sintomi una volta finito l’effetto. E’ spacciato come canale educativo, per far vedere ai giovani che rischi si corrono, ma allo stesso tempo non potrà mai fornire l’effetto desiderato.

I giovani che prendono le droghe sono assistiti da esperti psicologi e medici, hanno tutte le sicurezze del caso, non sono i ragazzini che vanno in discoteca e prendono la prima pillola che viene offerta loro e ci lasciano la vita. Come viene spiegato , l’obbiettivo del canale è “prendere tutte le droghe che vorreste vederci provare. Lo facciamo in nome della scienza così da farvi vedere che effetto hanno sul corpo umano.” Tra una scena e l’altra vengono fornite anche indicazioni di tipo medico e consigli sul dosaggio corretto e poi si filmano i momenti del down, quando cioè la droga finisce l’effetto e si rimane in condizioni psicofisiche dolorose. I protagonisti dicono che fanno tutto questo per convincere a non diventare dipendenti dalle droghe: “Ho imparato per esperienza che se un ragazzo o una ragazza vogliono provare qualche droga prima o poi lo faranno, ma che di certo nessuno vuole farsi male o diventare dipendente. Spero di riuscire a fare in modo che si parli di droga in modo aperto, sincero e intelligente. Non bisogna fingere di non vedere il problema ma parlarne.”

Il programma ha grande successo, con decine di migliaia di visualizzazioni, ma la domanda che alla fine resta è: se un ragazzo non dà retta ai genitori, agli esperti, ai medici, perché dovrebbe dare retta a un programma tv? Chi si vuole drogare ha già deciso di farlo. Il dubbio è che il programma abbia successo perché divertente vedere i protagonisti “stonarsi” e andare fuori di testa. Ma è davvero educativo? Si pubblicizzano droghe sempre nuove, come farsele e cosa succede: ovvio che a chi sta a casa venga voglia di provarsele, invece che il contrario. Perché non invitare a parlarne chi dirige comunità per disintossicarsi? In fondo questo programma è come prendere una Ferrari e correre a 300 all’ora per vedere se ci si schianta o meno. D’altro canto in America da anni preti e suore testano diversi tipi di droghe per capire se la loro fede aumenta o diminuisce con le sostanze stupefacenti: che c’è ancora da stupirsi?



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