Charlie Gard/ Alfie Evans, chi è l’altro bimbo in lotta per la vita nel Regno Unito

- Niccolò Magnani

Charlie Gard, un altro caso in Regno Unito di battaglia per la vita: Alfie Evans, chi è il bimbo per cui la famiglia sta lottando proprio come i Gard. La storia e la speranza

alfie_evans_charlie_gard_bimbo_inghilterra_eutanasia_facebook_2017
Alfie Evans

Il caso di Charlie Gard ha scosso e sta scuotendo l’Europa, in primis quel Regno Unito che in queste settimane vive anche una seconda storia drammatica e molto simile a quella del piccolo Charlie. Si chiama Alfie Evans e da mesi ormai i suoi genitori chiedono di insistere per salvare la vita del loro piccolo, vittima di una grave infezione toracica, contro il parere medico che invece chiede loro di staccare la spina ai macchinari e permettere al bimbo di morire in pace. Proprio mentre infiamma il caso attorno alle ultime ore di vita di Charlie Gard, il caso Alfie non è da meno, quantomeno in Regno Unito: Thomas e Kate Evans hanno spiegato al Mirror come il loro bimbo, ammalatosi nel 2016 e con una storia di rapida escalation verso un progressivo peggioramento delle sue condizioni, invece stia migliorando dopo l’uscita dal coma. All’inizio bronchite, poi raffreddore e infine infezione grave al torace: la breve escalation delle diagnosi hanno portato il piccolo in un coma profondo con la prossimità alla morte che purtroppo per giorni è stata davvero vicina.

Addirittura a Capodanno i medici avevano detto ai genitori di Alfie che non sarebbe sopravvissuto più di due ore: in quell’istante hanno deciso di fare battezzare il piccolo e poi qualche è cambiato. Mentre i medici chiedevano di spegnere i macchinari, Alife ha ricominciato con flebilissimi accenni a riprendersi, combattendo l’infezione contro ogni più infausta ipotesi. Il miracolo della vita si è riproposto, con ogni ragionevole dubbio sulla durata effettiva della condizione stabile del piccolo, che però al momento è un fatto. Su Facebook il padre di Alife scrive: «nostro figlio è intubato e ha un respiratore che lo aiuta a respirare, ma medici e parenti lo hanno visto in alcuni frangenti respirare anche da solo!». Sbadiglia, si stiracchia e apre gli occhi: per questo motivo la famiglia chiede all’ospedale, l’Alder Hey Hospital, di non staccare ora il respiratore nonostante i medici continuino a ritenere inutile la speranza da protrarre ancora per il povero Alfie Evans.

Come con Charlie, lo scontro famiglia-ospedale rischia di portare il caso anche a livello giuridico, come avvenuto in questi mesi: la tesi della famiglia è però di diversa origine, rispetto alla malattia genetica di Charlie. «È nostra convinzione più profonda che vi sia una risposta per cui nostro figlio si è ammalato, dato che è entrato per una semplice bronchite: crediamo che vi sia qualcuno che possa ancora capire cosa è stato sbagliato in modo da dare ad Alfie un piano adeguato di cura», spiega il padre Thomas. È stato creato un fondo di aiuti per la famiglia in modo da pagare qualsiasi medico che voglia imbattersi nella diagnosi e nel parere sullo stato del piccolo Alfie (altra somiglianza con Charlie): i casi sono ovviamente molto diversi, ma la combattuta battaglia per affermare la vita di queste due famiglie ci sembra l’elemento più interessante e importante dell’intera vicenda. «Dobbiamo lottare perché Alfie possa vivere pacificamente la vita che ha e che merita. Per non lasciarlo morire in pace, solo se dovesse soffrire, ma in questo caso vi è la possibilità che lui davvero possa vivere! Nostro figlio è un dono prezioso e siamo benedetti nell’averlo, non intendiamo mollare la speranza», spiegano i genitori per un altra straziante e drammatica storia di morte e, soprattutto, di vita.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

I commenti dei lettori