Zuckerberg batte Gesù?/ “Facebook crea comunità molto meglio della Chiesa”

- Niccolò Magnani

Facebook sarà la nuova Chiesa? La “missione” di Zuckeberg e la risposta del pastore cristiano battista, “abbiamo bisogno di Dio e della compagnia umana non della comunità virtuale”

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Scandalo Facebook, parla Mark Zuckerberg

In Italia non hanno ancora sortito un effetto importante, eppure in America le ultime parole di Mark Zuckerberg, fondatore di Facebook, “FB potrà sostituire la Chiesa in futuro”, sul futuro della comunità online e del social network più famoso al mondo, hanno fatto “boom” tanto da scatenare una risposta in diretta nazionale di un noto pastore cristiano. Ma, sfruttando il consiglio di Vasco Rossi durante l’ultimo concertone (a proposito di “ambiguità” tra realtà, religione e fede), facciamo “rewind” e proviamo a capirci qualcosa di più. Dal palco del primo Facebook Communities Summit a Chicago, nei giorni scorsi il super fondatore di Facebook ha esplicato il suo personale obiettivo per i prossimi anni, disegnando le tracce della sua “visione comunitaria”: «A tutti piacerebbe schioccare le dita per risolvere i grandi problemi del mondo, ma i cambiamenti iniziano a livello locale», e fin qui è anche interessante lo spunto lanciato da Mr Facebook.

Ma poi va oltre, e afferma: «Se chi frequenta le chiese è più incline al volontariato non è tanto perché sia religioso, ma perché si sente parte di una comunità. La missione della nuova rete sociale dei medi è quella di fornire alle comunità locali quello che una volta le Chiese offrivano». A queste parole, ha voluto replica in primissima battuta il pastore della Prima Chiesa Battista Cristiana di Dallas, Padre Robert Jeffries, che su Fox News ha sfidato apertamente il fondatore di Facebook. «Per lui la nuova missione è quella di prendere il posto di alcune comunità di vita reale, come le chiese, per poter rilanciare la sfida ai vari problemi nel mondo», introduce il pastore in diretta tv. In questo modo, secondo Jeffries, la proposta di Zuckerberg è intende affermare che le persone oggi possano trovare nelle comunità online e social offerte da Facebook quanto imparavano un tempo dalla vita della chiesa e delle varie realtà sociali.

«Dio ha creato la Chiesa, Zuckerberg Facebook. La mia ipotesi è che Dio e la Chiesa rimarranno in giro molto più a lungo di Facebook e Zuckerberg», affonda il pastore americano. La linea di Jeffries non è di quelle “luddiste” anti-tecnologia, tutt’altro, «anche nel nostro culto tante persone si sono avvicinate alla religione permettendo una maggiore comunicazione, ma anche se ha migliorato il nostro ministero della Chiesa non potrà mai sostituirla», dice con chiarezza il pastore battista. Entrando poi nel merito del bisogno assolutamente umano di una comunità a cui appartenere, il sacerdote battista sfida senza sarcasmo Zuckerberg e lo prende molto sul serio: «noi tutti abbiamo bisogno di comunità, Dio ci ha creati bisognosi del abbraccio umano. Per questo Dio ha progettato la famiglia e ha progettato la Chiesa», e poi la vera “chicca”, «chi ha bisogno di compagnia umana non sarà mai soddisfatto dal “tocco” sul vostro laptop». Chapeau.

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