12ENNE DI “ARANCIA MECCANICA”/ Il paraplegico rapinato: “picchiato a sangue e gettato dalla carrozzina”

- Silvana Palazzo

12enne rapina villa con fratelli: il racconto della vittima disabile, le ultime notizie. “Mi hanno picchiato a sangue, sono degli animali”. Allarme babybang sulla costa sorrentina

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Carabinieri (LaPresse)

Un disabile è stato rapinato in casa a Massa Lubrense da tre fratelli Rom, uno dei quali di soli 12 anni, e a distanza di poco più di un mese da quell’assalto in pieno stile “Arancia meccanica” ha deciso di parlare. La vittima è un ingegnere napoletano costretto sulla sedia a rotelle: le sue condizioni fisiche avrebbero potuto convincere i tre fratelli a limitarsi alla rapina, invece lo hanno anche aggredito violentemente. Il più piccolo poi lo ha tenuto sotto scacco con un cacciavite, dimostrando una disinvoltura tipica dei rapinatori navigati. Da quando i tre rapinatori gli hanno fatto visita il 64enne non smette di provare rabbia e sconforto per le atroci le modalità con cui lo hanno rapinato: «Non erano uomini, ma animali». Nell’intervista a Il Mattino ha spiegato di aver implorato quei ragazzi a non fargli del male, ma non è servito a nulla: «Non mi hanno solo minacciato ma picchiato a sangue». E gli hanno portato via gioielli che appartenevano ai suoi genitori. I tre fratelli lo hanno scaraventato giù dalla sedia a rotelle, lo hanno colpito alla testa e alle gambe: tutto ciò alle 14, in pieno giorno, mentre i suoi parenti non erano in casa.

12ENNE RAPINA VILLA CON FRATELLI: PARLA LA VITTIMA

“IL RAGAZZINO PUÒ DIVENTARE DELINQUENTE DI PROFESSIONE”

Quando la vittima si è imbattuta nel primo rapinatore, quello più adulto, è stata subito ferita: «Mi ha colpito col cacciavite e col piede di porco. Poi è sopraggiunto il 17enne che mi ha fatto cadere dalla sedia a rotelle», ha raccontato a Il Mattino. Il 12enne invece urlava e minacciava di ucciderlo, mentre lo teneva fermo, permettendo ai fratelli di razziare il caveau. Ed è l’unico rimasto libero, perché non è imputabile. Nella mente della vittima resta l’espressione arcigna e cattiva con cui gli si è rivolto: «Era evidente che si trattasse di un ragazzino “difficile”. Spero che le autorità lo sottraggano alla famiglia: in quell’ambiente può diventare soltanto un delinquente di professione». Dopo averlo picchiato e aver svaligiato la villa, i tre fratelli Rom hanno anche provato a smurare la cassaforte, per questo si sono fiondati sul caveau, portando via un bottino di circa 50mila euro.



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