Charlie Gard/ Tarquinio (direttore Avvenire): “scelta toccava ai genitori, ha vinto la cultura dello scarto”

- Niccolò Magnani

Charlie Gard, il direttore di Avvenire Marco Tarquinio riflette sulla vicenda giuridico-medico-umana: “la scelta toccava ai genitori, ha vinto così la cultura dello scarto”

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Charlie Gard

Il giorno dopo la decisione shock dei genitori di Charlie Gard di rinunciare alla battaglia legale-sanitaria per il loro bimbo, sul Corriere della Sera il direttore di Avvenire Marco Tarquinio sottolinea e commenta come al fine di questa lunga, drammatica e tormentata vicenda sono in tanti che hanno “perso”. Su tutti il piccolo Charlie e la sua famiglia, costretta a rinunciare alla richiesta di cura sperimentale “perché è passato troppo tempo e ora le condizioni di Charlie sono compromesse”; sotto accusa è però il sistema medico e giuridico inglese (ed europeo, vista la sentenza di un mese e mezzo fa della CEDU, ndr) che secondo Tarquinio ha fallito nell’alleanza terapeutica tra medici e famiglia. «È fondamentale, il potere di decidere non può essere da una sola parte. È mancata la scienza e tanta speranza», spiega il direttore al collega del Corriere Gian Guido Vecchi. La decisione dei genitori di Charlie è troppo importante, continua Tarquinio spiegando come «ieri si sono riappropriati di una responsabilità che rischiava di essere espropriata dai giudici di concerto con i medici. E sottraggono il corpicino di Charlie ai duellanti estremi, i partigiani della morte subito o delle cure ad oltranza». La storia triste ha colpito tanti che da mesi, come il Sussidiario e Avvenire, seguono la vicenda ben prima dell’interesse globale “acceso” dalla sentenza della CEDU. «Mi sono chiesto, in questa arcigna procedura giudiziaria ha aiutato o ha sottratto tempo ad una cura possibili?», ammette Tarquinio seguendo lo stesso dubbio avanzato da Connie Yates.

IL DIRETTORE DI AVVENIRE SUL “CASO” CHARLIE GARD

LA CULTURA DELLO SCARTO

«Troppo si è voluto discutere in senso giuridico quando veramente il fatto era umano. Ed era un diritto dei genitori fare di tutto per salvare la vita del loro piccolo»; con queste parole il presidente della Cei, Cardinal Gualtiero Bassetti ha voluto commentare oggi la triste vicenda del piccolo Charlie Gard. Sulla stessa linea il direttore Tarquinio, legati al voler contestare quella “cultura dello scarto” che in più occasioni tanto Benedetto XVI quanto Francesco, hanno spesso denunciato in questo nuovo millennio nella cultura europea-occidentale. «La gente chiede di essere curata con perizia e amore. Magari non guarita, ma curata. Stavolta invece la cultura dello scarto di cui parla Francesco è apparsa a molti rivestita dell’armatura della legge», spiega ancora il direttore di Avvenire nell’intervista al Corriere della Sera. Secondo Tarquinio non si può dare l’idea, “neanche per sbaglio”, che si tenti di «contenere la spesa sanitaria sulla pelle delle persone. In redazione ci sono arrivate lettere preoccupate: mi cureranno, se ritengono non ne valga la pena?». I dubbi restano tanti e le domande, anche per le vite di ciascuno di noi, non terminano con la fine della battaglia legale per Charlie: «anche di fronte ad un male inguaribile possiamo essere accompagnati e curati. Questa vicenda ha creato la paura dell’abbandono».



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