La risposta cristiana all’Isis?/ Matta el-Meskin, Il monaco che costruiva monasteri nel deserto

- Silvana Palazzo

Matta el-Meskin, chi è la risposta cristiana all’Isis: il monaco invitava a pregare per vittime e carnefici. Le ultime notizie sull’eremita che ha costruito monasteri nel deserto

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Matta el-Meskin, la risposta cristiana all'Isis

Matta el-Meskin è la risposta cristiana all’Isis. Il monaco egiziano ha aiutato i fedeli in un periodo nel quale l’Egitto era vittima del terrorismo islamico. Turisti stranieri e cristiani finivano sotto l’attacco dei gruppi fondamentalisti islamici, ma lui continuava a lanciare appelli spronando a rispondere con l’amore al terrore e pregava per vittime e carnefici. «Amate i musulmani ostili che chiamano terroristi, amateli con tutto il cuore. Se farete ciò, diventerete luce del mondo. Non temete il terrorista fin tanto che in voi c’è l’amore di Cristo. Se vuole usare con voi la spada, piegate il collo e lui la riposerà nel fodero. Se temete, vi ucciderà», recita un brano tratto dall’omelia dell’eremita che costruiva monasteri nel deserto. Quando morì nel 2006 Matta el-Meskin aveva realizzato ottanta edifici e scritto centottanta libri. I suoi scritti sono rimasti sempre attuali e rappresentano dunque un’altra prospettiva in merito agli attacchi terroristici di questi ultimi anni. 

MATTA EL-MESKIN, CHI È LA RISPOSTA CRISTIANA ALL’ISIS

IL MONACO E’ UNO DEI CRISTIANI PIù IMPORTANTI D’EGITTO

Chi è Matta el-Meskin? Si tratta di un monaco apprezzato per lo straordinario carisma umano e spirituale, ma che non è stata ancora pienamente scoperta. Senza dubbio è uno dei più importanti rappresentanti dei cristiani d’Egitto, nonché padre di una rinascita spirituale e culturale nella Chiesa copta ortodossa. La sua vita è stata caratterizzata da una parte dalla separazione dal mondo e dall’altra dall’unione degli uomini attraverso amore, preghiera e produzione teologica. Attorno a sé creò infatti una scuola spirituale, il cui leitmotiv è la rivelazione di Dio in Gesù Cristo. In lui non si trova facile moralismo: è stato un convinto sostenitore dell’unità dei cristiani. Matta el-Meskin è radicato alla spiritualità dei Padri del deserto, ma è anche aperto al mondo che lo circonda. Ha dato vita a una rinascita importante in zone aride, sottraendo ettari di territorio al deserto per costruire villaggi oltre che monasteri. 

L’IMPORTANZA DELLA PREGHIERA ALTRUI

Vi siete mai chiesti perché Papa Francesco chiede ai fedeli di pregare per lui? La risposta sta nelle parole di Matta el-Meskin, le cui preghiere sono state spesso utilizzate pubblicamente da Bergoglio. Oltre che un rappresentante della Chiesa copta, è un riferimento per tutti i fedeli. «Non sono solo i peccatori e gli sbandati che hanno bisogno che si preghi per loro, affinché si convertano e giungano alla conoscenza di Dio; ma anche tu, come anch’io del resto, hai bisogno delle preghiere degli altri», ha scritto in Consigli per la preghiera, Qiqajon. Perché gli altri dovrebbero pregare per noi e viceversa? «Perché trop­po spesso trascuriamo di esaminare la nostra coscienza e lasciamo che vi si trascinino gravi col­pe». Così la nostra vita spirituale si indebolisce. Lo stesso avviene in quella altrui e, quindi, così ci si può aiutare vicendevolmente. «Le preghiere degli altri, quando sono dirette verso di te con forza e discernimento, risveglia­no il tuo essere interiore», scriva Matta el-Meskin, secondo cui sono come raggi infuocati che illuminano la coscienza e infiammano il cuore.

LO SPIRITO SANTO COME UN TELESCOPIO

Lo Spirito Santo può essere considerato come un telescopio: il curioso paragone è stato fatto proprio da Matta el-Meskin, secondo cui è un cannocchiale che ci permette di vedere con chiarezza il mondo senza però rivelare se stesso. Lo Spirito Santo, dunque, rivela all’occhio umano la gloria del cielo spogliandosi di sé. C’è però una differenza importante che rende imperfetto questo parallelo: il telescopio ci mostra un oggetto chiaramente, ma questo resta distante. Ci illude di essergli molto vicino, ma in realtà non è così. Lo Spirito Santo invece ci porta a Cristo e nello stesso tempo porta lui verso di noi. Grazie alla sua natura divina, dunque, lo Spirito Santo riduce la distanza spirituale che c’è tra noi e la santità di Cristo, anzi per Matta el-Meskin l’elimina del tutto. «Ormai nulla ci separa da Cristo, né peccato, né debolezza, né morte, né qualsiasi altra potenza ostile o malefica».

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