Non è reato vivere per strada/ Cassazione, i clochard non sono punibili per il luogo dove vivono

- Niccolò Magnani

Cassazione assolve clochard a Palermo: “non è reato vivere per strada, per motivi di necessità”, il caso della Corte che dà ragione all’uomo contro l’ordinanza del Comune di Palermo

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(LaPresse)

La Cassazione ha emesso una sentenza storica in favore di un clochard di Palermo: da oggi infatti, “non è reato e non può essere condannato chi vive per strada”. L’importante decisione della Corte di Cassazione arriva dopo un lungo braccio di ferro contro il Comune di Palermo che invece sosteneva per ordinanza del sindaco che quel clochard con i cani in una baracca precaria fatta di cartoni e pedane in legno, non poteva sostare sul marciapiede. La difesa ha svolto un ottimo ruolo di mediazione ed è riuscita ad arrivare alla vittoria nella sentenza emessa oggi per un caso iniziato nel 2010 nel comune siciliano. «Non è reato e non può essere condannato chi vive per strada, su di un marciapiede con i cani in una baracca precaria di cartoni e pedane in legno», afferma la sentenza della Cassazione uscita stamane. Il difensore in sede di dibattimento – come nota l’Ansa – aveva sostenuto che quell’uomo «versasse in stato di necessità, situazione tra le quali doveva essere compresa l’esigenza di un alloggio».

CASSAZIONE ASSOLVE CLOCHARD: “NON È REATO VIVERE PER STRADA”

CORTE VS COMUNE DI PALERMO

La Corte ha dato ragione all’uomo 40enne che da mesi viveva indigente per strada, dando in questo modo contro invece al Comune: nel dicembre 2010 i vigili avevano multato con 1000euro quel clochard che sostava sul marciapiede, come tanti purtroppo ne vediamo sulle strade delle grandi città italiane. Era stato poi condannato da un tribunale per l’inosservanza  dei provvedimenti dell’Autorità competenze (ovvero il sindaco di Palermo). Nell’ordinanza infatti è scritto ancora oggi come sia “vietato bivaccare e predisporre accampamenti di fortuna”: scattato il ricorso, dopo 7 anni si è arrivati alla Cassazione che ha dato ascolto a quell’uomo e al suo avvocato difensore che hanno puntato tutto sulla “necessità di alloggio”. In particolare, «l’ordinanza del sindaco è una disposizione di tenore regolamentare data in via preventiva ad una generalità di soggetti, in assenza di riferimento a situazioni imprevedibili o impreviste», scrive la Cassazione. La regola rimane vera e sensata – anche perché se no da domani in linea teorica tutti potrebbero bivaccare per le vie della città senza essere multati e allontanati – ma come spesso accade ci vuole anche una sorta di “imprevisto” che esce dalla regola “base” da dover anche questo tenere in considerazione.



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