Terza Guerra Mondiale/ Nuovo missile Corea del Nord: poteva colpire Los Angeles

- Niccolò Magnani

Terza Guerra Mondiale, ultime notizie di oggi 29 luglio 2017: nuovo missile balistico della Corea del Nord contro il Giappone, gli Usa mandano altre sanzioni contro Russia, Pyongyang e Trump

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LaPresse

L’ennesimo test missilistico della Corea del Nord non ha colto di sorpresa gli Stati Uniti. L’amministrazione Usa, ormai pronta a rispondere allo scoppio di quella che potrebbe tramutarsi in breve tempo in una Terza Guerra Mondiale, si attendeva una dimostrazione di forza da parte del regime di Pyongyang già il 27 luglio, giorno del 64esimo anniversario dell’armistizio della Guerra di Corea. La novità, rispetto ai precedenti test ordinati da Kim Jong-un, è stata rappresentata innanzitutto dall’orario del lancio, avvenuto in piena notte e non all’alba come al solito. Il vettore, che ha raggiunto l’altezza di 3,724 km inabissandosi nelle acque della Zona Economica Esclusiva del Giappone, secondo quanto dichiarato da Washington e Seul avrebbe potuto raggiungere il territorio americano in Alaska o anche a Los Angeles. Una minaccia dunque incombente: la Terza Guerra Mondiale è dietro l’angolo? (agg. di Dario D’Angelo)

TERZA GUERRA MONDIALE: TRA MISSILI E SANZIONI

USA E GIAPPONE CONDANNANO

E il vento di guerra, anzi di terza guerra mondiale, da ieri è ancora più forte: il nuovo missile lanciato ieri dalla Corea del Nord è approdato nella zona esclusiva del Giappone, nel tratto di mare a circa 200 km dalla costa si unisce assieme alle sanzioni approvate dal Congresso Usa. Contro Russia, contro Pyongyang, contro la Siria e addirittura contro Trump come spieghiamo nel nostro focus qui sotto; resta grave però la minaccia del regime nordcoreano che una volta di più si dimostra in completa noncuranza degli avvisi e sanzioni internazionale. “Ci lanciate sanzioni? E noi vi lanciamo missili”, sembrano dire così dalla Corea del Nord in questi mesi di sfacciata sfida aperta agli Usa e all’Occidente. «Condanniamo la Corea del Nord nei termini più duri e intendiamo collaborare strettamente con la comunità internazionale, tra cui gli Stati Uniti, la Corea del Sud, la Cina e la Russia per aumentare la pressione sulla Pyongyang», ha fatto sapere il primo ministro giapponese, Shinzo Abe, tra i più convinti antagonisti delle mire espansionistiche della Nord Corea. Nei giorni scorsi il Pentagono aveva più volte segnalato l’imminenza di un nuovo test missilistico nordcoreano in violazione di una lunga serie di sanzioni Onu; così è avvenuto purtroppo, con un modello di missile intercontinentale avanzato. Come spiega nel suo focus anche Repubblica, citando fonti vicine all’amministrazione Usa, «l’ultimo tassello che manca a Pyongyang per diventare a tutti gli effetti una potenza nucleare di primo piano è quella di realizzare una testata atomica miniaturizzata per poterla inserire nell’ogive di un missile Icbm e all’interno di un cosiddetto ‘veicolo di rientro’ in grado di proteggere l’ordigno alle alte temperature e alle turbolenze del rientro in atmosfera prima di colpire l’obiettivo al suolo».

USA SANZIONANO LA RUSSIA

Il Congresso americano, con il voto del Senato, ha approvato le nuove sanzioni contro la Russia come annunciato già nei giorni scorsi: ora lo scontro è ufficialmente rinnovato con gli spifferi di terza guerra mondiale che purtroppo non diminuiranno da oggi, anzi potrebbero rischiare di tramutarsi in una nuova frontiera di guerra fredda tra le due superpotenze mondiali. Ma il Senato Usa non ha sanzionato solo la Russia, la Cina, l’Iran e la Corea del Nord, ma in qualche modo ha commissariato lo stesso Donald Trump: inasprimento sanzioni economiche contro le potenze avverse agli States ma anche mani legate per il Presidente riguardo la vicenda russa, proprio per lo scandalo da pochi mesi emerso del RussiaGate. In sostanza, Trump non ha più libertà di azione senza l’ok del Congresso, dunque ogni tentativo di ricucire con Putin verrà messo al veto del Parlamento che è contro il tycoon per ormai due terzi buoni. Il Presidente ora, in base alla nuova legge, dovrà “chiedere il permesso” alle due camere del Congresso qualora avesse intenzione di riavvicinarsi a Putin, allentando magari la stretta delle sanzioni come del resto molti paesi europei richiedono, perché considerano troppo dannose le sanzioni alla Russia per le loro economie.

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