ALESSANDRO COZZI/ Ergastolo per l’ex conduttore tv, risolto un cold case: “Libero ucciderebbe ancora”

- Silvana Palazzo

Ergastolo per ex conduttore tv Alessandro Cozzi: risolto cold case, condannato per l’omicidio del 1998 di Alfredo Cappelletti. Era già in carcere per il delitto di Ettore Vitiello

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Alessandro Cozzi, ex conduttore tv condannato all'ergastolo

Si chiudono per sempre le porte della cella di Alessandro Cozzi con la condanna all’ergastolo per l’omicidio di Alfredo Cappelletti. Pensava di averla fatta franca l’ex conduttore tv, visto che la morte dell’imprenditore venne inizialmente archiviata come suicidio. Tredici anni dopo però ammazzò Ettore Vitiello, finendo in carcere con la condanna a 14 anni, una pena mite rispetto al numero di coltellate inferte alla sua vittima. La riapertura del cold case ha portato all’ergastolo. Nessuna attenuante: i giudici hanno condiviso la tesi del pm Maurizio Ascione, secondo cui è un uomo pericoloso, pronto a colpire ancora se tornasse libero. Alessandro Cozzi ha raccontato che Alfredo Cappelletti si uccise dopo aver annunciato alla sua famiglia l’intenzione di abbandonarla. Per il pm e il giudice invece è stato lui a ucciderlo, perché l’amico si stava preparando ad allontanarlo dalla ditta di cui erano soci dopo averne scoperto gli illeciti. (agg. di Silvana Palazzo)

L’ex conduttore televisivo Alessandro Cozzi è stato condannato all’ergastolo per l’omicidio di Alfredo Cappelletti, imprenditore nel campo della formazione. Si tratta di un “cold case” riaperto nel 2012, perché all’epoca l’indagine venne archiviata come suicidio. L’uomo era stato trovato morto con una coltellata al petto nel suo ufficio. La Corte d’Assise di Milano accolse la richiesta del pm Maurizio Ascione e quindi Alessandro Cozzi venne rinviato a giudizio per questo delitto risalente al settembre del 1998. Il gip Franco Cantù Rajnoldi dispose l’imputazione coatta perché aveva riscontrato «assordanti analogie» tra la morte di Alfredo Cappelletti e l’omicidio di Ettore Vitiello.

L’ex conduttore televisivo era infatti già in carcere per scontare una pena di 14 anni per aver ucciso nel marzo 2011 il titolare di un’agenzia di lavoro nel Milanese. Una condanna peraltro definita inadeguata dalla famiglia di Ettore Vitiello per la crudeltà del fatto. Fu ucciso infatti con una trentina di coltellate nel suo studio per un debito di 17mila euro che Cozzi aveva con lui. «È stato Vitiello a prendere il coltello, ad insultarmi e ad aggredirmi… io mi sono solo difeso…», dichiarò all’epoca l’ex conduttore che però colpì ripetutamente alla schiena il socio, anche quando era già a terra quasi esanime. 

Salgono a due, dunque, gli omicidi commessi da Alessandro Cozzi, che è tenuto a versare 100 mila euro alla moglie di Alfredo Cappelletti e 200 mila euro a ciascuno dei due figli della vittima, stando a quanto disposto dal giudice. I tre in aula sono scoppiati in lacrime dopo la lettura del dispositivo, impassibile invece l’assassino. «Per vent’anni i familiari di Cappelletti hanno portato il peso di un suicidio mai avvenuto, di una morte che ti riempie di domande e aggiunge dolore», il commento del legale di parte civile Luciano Brambilla, come riportato da Repubblica.

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