CHARLIE GARD/ Anche Trump con i genitori: “Se possiamo aiutarlo, facciamolo” (ultime notizie)

- Niccolò Magnani

Charlie Gard, ultime notizie di oggi 3 luglio 2017: la spina verrà staccata oggi? Interviene Papa Francesco e il presidente della Cei, Mattarella risponde all’appello per la cittadinanza

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Il piccolo Charlie Gard (2016-2017)

Gli attivisti pro life hanno lanciato un appello a Donald Trump e il presidente degli Stati Uniti ha risposto. Si è schierato infatti al fianco dei genitori di Charlie Gard, il bambino di dieci mesi affetto da una sindrome rara e incurabile. «Se possiamo aiutare il piccolo #CharlieGard, come i nostri amici in Gb e il papa, saremmo felici di farlo», ha twittato il presidente Usa. Intanto il presidente dell’ospedale pediatrico Bambino Gesù, Mariella Enoc, ha confermato la disponibilità ad accogliere Charlie Gard (clicca qui per il nostro approfondimento). Ha chiesto al direttore sanitario di verificare con il Great Ormond Street Hospital di Londra la possibilità di un eventuale trasferimento del bambino presso il loro ospedale. L’ospedale della Santa Sede ha rievocato le parole di Papa Francesco: «Difendere la vita umana, soprattutto quando è ferita dalla malattia, è un impegno d’amore che Dio affida ad ogni uomo». (agg. di Silvana Palazzo)

Gli attivisti pro life italiani si appellano al presidente degli Stati Uniti affinché si occupi del caso di Charlie Gard. Lo ha confermato Filippo Savarese, direttore delle campagne di CitizenGO Italia: «Donald Trump è l’unico che può dare una svolta politica alla tragica vicenda di Charlie Gard». Sui social network è, infatti, comparso un nuovo hashtag #Trump4Charlie, ma sono state create diverse petizioni online, una diretta proprio a Trump, oltre a quella rivolta al Great Ormond Street Hospital di Londra. L’obiettivo di queste campagne è convincere il presidente degli Stati Uniti a prendersi personalmente in carico il caso di Charlie Gard invitando la Gran Bretagna a lasciar partire la famiglia per sottoporre il piccolo alla terapia sperimentale americana. Gli attivisti vorrebbero coinvolgere anche Mike Pence, il vicepresidente di Donald Trump. Chiara Chiessi, presidente degli universitari della vita, a Il Giornale ha dichiarato: «Noi tutti ci appelliamo al Presidente degli Stati Uniti, affinché possa intervenire per tutelare il diritto alla vita di Charlie Gard e ricevere una speranza di cura». (agg. di Silvana Palazzo)

Dopo il sit-in al palazzo della Regina ora anche la Cei fa un passo deciso verso la famiglia di Charlie Gard in queste ultime ore di vita del piccolo bimbo affetto di depilazione del Dna mitocondriale. Dopo le parole del Presidente Gualtiero Bassetti – potete leggerle qui sotto dopo le parole del Papa – ha parlato anche Don Carmine Arice, Direttore dell’Ufficio Nazionale per la pastorale della salute e membro della Pontificia commissione per le strutture sanitarie. «Le strutture cattoliche, come il Gemelli o il Bambin Gesù, o altre strutture simili, sarebbero ben disposte ad accogliere questo fanciullo per potergli dare vita», è l’invito diretto della Chiesa Italiana alla famiglia del piccolo Charlie, che aggiunge anche un personale commento con lo stesso don Arice, «Mi chiedo perché ci debbano essere dei luoghi nei quali, la vita quando è così fragile, non possa essere altrettanto curata e custodita?».

Le ultimissime che arrivano dall’Inghilterra sulla storia del piccolo Charlie Gard vedono una mossa popolare di ogni età, estrazione e condizione sociale fuori da Buckingham Palace in queste ore del lunedì mattina. Un sit-in pacifico per protestare contro la decisione del Tribunale inglese davanti al palazzo del potere dove risiede la Regina d’Inghilterra. Vogliono salvare Charlie in queste ultime ore che separano dalla decisione dei medici a livello operativo di staccare la spina del respiratore. «Release Charlie Gard» o anche “Altri hanno provato il trattamento Usa”, sono tantissimi che stanno cercando a Londra di far sentire la propria voce. Ritengono che ancora vi sia spazio per poter intervenire a favore di Charlie, anche se ormai pare che i giochi siano fatti: non resta a questo punto di fare come ha richiesto la Chiesa e il Papa, di poter pregare e accompagnare fino alla fine la famiglia di questo piccolo innocente bambino.

Interviene e per la seconda volta sulla vicenda Charlie Gard, Papa Francesco: dopo il tweet di due giorni fa in cui – senza nominare il piccolo bimbo inglese che nelle prossime ore potrebbe vedere staccate le spine dei macchinari al Great Ormond Street Hospital – arriva ora il messaggio diretto e diffuso dal portavoce della Sala Stampa Vaticana, Greg Burke. «Il Santo Padre segue con affetto e commozione la vicenda del piccolo Charlie Gard ed esprime la propria vicinanza ai suoi genitori. Per essi prega, auspicando che non si trascuri il loro desiderio di accompagnare e curare sino alla fine il proprio bimbo». Un accompagnamento, un poter stare con lui e una cura adeguata fino all’ultimo respiro: Papa Francesco rilancia così la delicatissima vicenda del piccolo bimbo, dopo giorno di forti polemiche per un suo mancato intervento diretto in un contesto come quello della difesa della vita sotto ogni profilo e modalità.

A far eco alle parole di Bergoglio arrivano anche quelle del numero 1 dei cattolici italiani, il cardinale Gualtiero Bassetti (presidente Cei): «Penso alla vita fragilissima del piccolo Charlie Gard, a cui va tutta la nostra attenzione, riflessione e preghiera. Non esiste una vita non degna di essere vissuta. Altrimenti è la ‘cultura della scarto’: ovvero ciò che non è utile si butta via. La vita, in realtà, è sempre dono e relazione, perché viene da Dio ed anche le leggi degli uomini hanno i loro limiti». La Chiesa spinge con forza e delicatezza allo stesso momento per non far sì che il “caso” di Charlie rimanga inascoltato o peggio con un velo ideologico che ricopra i due “versanti” che si sono visti in questi tristi giorni di lenta agonia della famiglia Gard dopo la decisione della CEDU di far staccare la spina del respiratore a Charlie.

Giorni fa, dopo la decisione della Corte CEDU sul caso Charlie Gard, era partito in Italia un appello-lettera al presidente Mattarella per poter concedere la cittadinanza al piccolo bimbo inglese “condannato” alla morte da una malattia gravissima e dalla decisione dei medici e giudici di staccare la spina. Ebbene, dopo qualche giorno al primo firmatario della lettera – riporta il quotidiano L’Occidentale – è giunta una lettera dalla Presidenza della Repubblica Italiana, con la risposta di Mattarella che dimostra già così una profonda sensibilità e attenzione alla vicenda. «Si tratta di una vicenda particolarmente dolorosa, che tocca la coscienza di ciascuno di noi e solleva interrogativi complessi, che per loro natura sono infatti sovente al centro del dibattito politico in molti paesi», si legge nelle prime righe della lettera in risposta all’appello pro-Charlie Gard. Poi il Quirinale prosegue, «A seguito della Sua istanza, si è immediatamente approfondita l’eventualità di un intervento, di carattere politico o riguardante lo status civitatis del piccolo Charlie, ed entrambe le opzioni, tanto in ragione dell’imminenza della pronuncia della Corte quanto della circostanza che vede il caso all’attenzione del potere giudiziario britannico, non appaiono purtroppo in alcun modo percorribili». A fondo lettera viene espressa nuovamente vicinanza e solidarietà a Charlie, alla famiglia e a tutti coloro che si sono commossi e mossi per la vicenda del piccolo bimbo inglese.

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