COME STAR BENE DI SALUTE?/ Conservare le amicizie aiuta più della famiglia: i risultati di uno studio

- Paolo Vites

Riuscire a conservare le amicizie nel corso della vita è un fattore che rende migliore anche lo stato di salute, anche più del sostegno della famiglia, ecc alcuni studi al proposito

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Dal cinismo di Marcel Proust (“Credere che l’amicizia esista è come credere che i mobili abbiano un’anima) allo humour di Peter Sellers (“Quando un’amica diventa troppo costosa non resta che sposarla”) alla purezza di Charlotte Bronte (“Se dovessimo costruire l’amicizia su solide fondamenta, dovremmo voler bene agli amici per amor loro e non per amor nostro”) sull’amicizia si è detto tutto e il contrario di tutto. Compresi i detti popolari che invitano a non fidarsi di nessuno, men che meno degli amici che ci sarebbero solo nei momenti di fortuna e mai in quelli di bisogno. Sta di fatto che, come diceva qualcun altro, nessun uomo è un’isola e il bisogno di rapporti, più o meno profondi, fanno parte delle caratteristiche primarie dei rapporti umani.

Anche gli studi scientifici sottolineano ciò: avere amicizie ed essere capaci di mantenerle nel corso della vita è una fonte di felicità e benessere anche superiore a quella che può dare la famiglia perché quando si diventa anziani si è quasi sempre solo fonte di stress per l’impegno richiesto. Un sondaggio compiuto su 280mila persone di 100 paesi diversi ha dimostrato che chi aveva dato un punteggio più alto al valore dell’amicizia aveva anche uno stato di salute migliore. Un secondo studio effettuato negli Stati Uniti su un campione di 7mila anziani ha invece rivelato che coloro i quali subiscono stress per colpa di amici, hanno patologie croniche molto di più di coloro per i quali avere un amico è un sostegno. In sostanza, ha detto il responsabile dello studio, la cosa importante è mantenere rapporti duraturi: “Se un’amicizia ha superato questa prova, sappiamo che si tratta di un buon rapporto, cioè di una persona a cui rivolgersi per un aiuto o un consiglio, desiderata nella nostra vita”. Partecipare alla vita sociale attraverso associazioni, comunità,  gruppi, permette infine di non cadere nella depressione come ha spiegato Rossella Liperoti, del policlinico Gemelle di Roma: “L’isolamento sociale è un fattore di rischio principale per un disturbo depressivo”



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