MESSA CARD/ Ogni dieci liturgie un premio e aperitivo con ostie & chip per i bambini

- Paolo Vites

Nel Veneto piace bere si sa e così un sacerdote per attirare i fedeli si è inventato l’aperimessa, con prosecco di Conegliano e ostie e patatine per i ragazzini ecco dove succede

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Chiesa (Foto: da Pixabay)

Sono un bel problema le chiese mezze vuote, per quella metà occupate ormai solo da anziani. Davvero sono un problema? E’ il numero quello che dà validità a una realtà come la fede cristiana? E poi, domandarsi perché la gente non va quasi più a messa non sarebbe meglio? forse che l’attrattiva che la fede una volta aveva è andata oggi persa? Problemi di chi guida la Chiesa. Ci sono sacerdoti che però non accettano di vedere sempre meno gente alle loro liturgie (magari dovrebbero tener conto dell’ottimo consiglio che l’allora papa Ratzinger diede ai sacerdoti: basta omelie noiose che durano troppo). Sta di fatto che il parroco di San Martino in Trignao, in provincia di Spoleto, don Granfranco Formenton (uno che sale sull’altare con una stola che ha i colori della bandiera della pace e che sui social non nasconde la sua ammirazione per il sacerdote comunista don Andrea Gallo,) prima si è inventato la “Messa card”.

Ogni volta che vai a messa ti viene segnato un punto e alla fine, quando ne raggiungi dieci, vinci un bel premio. Insomma, una chiesa Esselunga, magari ci sono anche i punti fragola che valgono il doppio se ti fermi a recitare il rosario. L’iniziativa sembra non sia stata abbastanza fortunata, racconta Il Messaggero Veneto, così l’indomito parco ha lanciato adesso una sorta di “aperimessa” (e pensare che gli apericena già ci avevano stufato). I possessori di Messa card infatti dopo la liturgia potranno entrare nei locali “ben climatizzati” della parrocchia, bere un bicchiere di “prosecco di Conegliano Veneto per i grandi e… ritagli di ostie & chip per i più piccoli”. Si spera davvero che i ritagli di osta non siano quelle consacrate. Quello che è curioso è che l’iniziativa sconcertante non sia stata contestata dal vescovo o altre personalità della Chiesa, ma dalla Confcommercio che ben attenta ai suoi interessi dice dell’iniziativa “toglie clienti ai bar del luogo”. Ma che paese paese è questo San Martino in Trignano? Ma che hanno per la testa? Non sarà il troppo consumo di prosecco veneto? Il parroco non si scompone e risponde: “E’ un gioco avviato insieme ai ragazzi, il vino lo acquistiamo e paghiamo regolarmente, Iva compresa”. Tutto a posto allora.



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