MORGAN CONTRO FABIO FAZIO/ La Rai da 12 milioni a una persona senza qualità

- Fabio Belli

Morgan attacca Fazio: 12 milioni a una persona senza talento. Il leader dei Bluvertigo critica la Rai, che ignora i suoi progetti e offre spazio a personaggi dal basso valore culturale

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Morgan

Quando decide di parlare, Morgan non è mai banale. Il musicista e leader dei Bluvertigo è un personaggio controverso, e nell’ultima intervista realizzata con Dagospia (alla quale ha regalato anche le performance musicali al piano di “Dago in the Sky) spara a zero su Fabio Fazio. Che secondo Morgan è arrivato a percepire un superstipendio dalla tv di Stato senza avere nessuna competenza specifica, né a livello culturale né artistico. Una mediocrità alla quale tutti, secondo Morgan, si sono piegati solo per avere un’ospitata a “Che tempo che fa”, diventata ormai una vetrina ben oltre i reali contenuti del programma. Secondo Morgan quello di Fazio è un paradosso della televisione italiana, 12 milioni l’anno di stipendio per un personaggio senza qualità: Morgan chiede a tutti i colleghi e a tutti i personaggi culturali e artistici di boicottare i salotti televisivi di Fazio, per privarlo di quell’egemonia che attualmente esercita sulla televisione italiana.

Morgan ha avuto parole molto dure anche sulla Rai in generale, sottolineando come la televisione di Stato da due anni scarti sistematicamente i suoi progetti, anche idee per programmi dalla realizzazione molto semplice, solo per preconcetto, a suo parere. Rifiuti gravi perché le proposte di Morgan non verterebbero sul rilancio del suo personaggio, bensì sarebbero progetti tesi a riportare la musica, troppo spesso mortificata, al centro dell’attenzione in televisione. Budget ben più ampi sono dedicati dalla tv, secondo Morgan, a Mika (tra l’altro suo ex compagno d’avventura a X Factor) che si limita a suo avviso ad esibirsi in qualche balletto, o a Massimo Giletti, considerato in Rai massimo esperto in maniera musicale, detto sarcasticamente dal leader dei Bluvertigo. A parere di Morgan, solo il boicottaggio di queste trasmissioni a basso contenuto culturare potrebbe portare la Rai a ripensare le sue strategie.



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