Riscatto gratis Laurea/ Come funziona la proposta del Governo e cosa succede per chi è già laureato

- Fabio Belli

Riscatto gratuito della laurea, la proposta del sottosegretario Beretta. Una misura per rendere più agevle l’accesso alla pensione ai Millennials, che rischiano di non avere contributi

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LaPresse

La notizia del riscatto gratis della laurea posta dal Ministero dell’Economia ha generato a cascata una richiesta e soddisfazione per tantissimi studenti universitari (e anche chi si è appena laureato), come del resto richiedono da anni: un cambiamento alla modalità di richiesta e riscatto del periodo universitario era d’obbligo per i costi davvero troppo alti in un meccanismo eccessivamente macchinoso che scoraggiava i più ad addentrarsi nella particolare richiesta. Ora però in tanti si chiedono: e chi è già laureato, cosa dovrà fare? La risposta di Baretta è purtroppo non particolarmente positiva in questo senso: «Pensare di renderla retroattiva è impossibile, la spesa per lo Stato sarebbe troppo alta», ha affermato nella sua lunga proposta PierPaolo Baretta, lasciando però una porta non del tutto chiusa a chi si è già laureato nell’arco di nascita 1980-2000. «Si potrebbe infatti graduare i costi per alleggerire il riscatto di chi si è già laureato in passato. Obiettivo del governo è quello di intervenire sul cuneo contributivo e fiscale, ma in maniera strutturale», spiega Baretta, concludendo come è previsto in una seconda fase anche una riduzione permanente del carico contributivo e fiscale per i giovani occupati. (agg. di Niccolò Magnani) 

RISCATTO GRATUITO DEGLI ANNI DI LAUREA

COME FUNZIONA E A CHI È INDIRIZZATA

In questi giorni in Italia si sta parlando con grande concitazione del riscatto gratuito della laurea in tema di contributi per la pensione: ovvero, far figurare gratuitamente gli anni di laurea, per permettere così a chi si è laureato in corso di far valere in anticipo il proprio percorso professionale, anche alla luce di quanto i cosiddetti “Millennials” dovranno lavorare per raggiungere la pensione. Sul tema si è espresso il sottosegretario all’Economia del Governo Gentiloni, Pier Paolo Baretta, del Partito Democratico. Baretta in un’intervista a La Repubblica ha sottolineato come i giovani che riescono a laurearsi con profitto siano una risorsa per l’Italia, e come questa risorsa vada dunque valorizzata e premiata e non penalizzata economicamente. Baretta ha ammesso come con le regole attuali il riscatto per la laurea sia troppo costoso, ma al tempo stesso stia diventando indispensabile in un contesto in cui i giovani vedono spostarsi sempre più in avanti l’età pensionabile.

LA PROPOSTA DEL SOTTOSEGRETARIO BERETTA

Facendo iniziare troppo tardi la vita lavorativa con la riscossione del primo stipendio, l’età contributiva di un giovane nato dopo il 1980 tende ad allargarsi a dismisura. Troppo, secondo il Sottosegretario Beretta, che ha affermato come la misura del riscatto gratuito degli anni di laurea si stia studiando per quegli studenti in regola con il corso di studi (o comunque anche lievemente fuori corso per motivi giustificabili) e che siano nati tra il 1980 e il 2000. Sarà comunque una misura di cui potranno usufruire solo i neolaureati, renderla retroattiva secondo Beretta avrebbe infatti un corso troppo oneroso per lo Stato. I criteri dovranno essere precisi per rendere la norma efficace e soprattutto applicabile nel più breve tempo possibile. Molti studenti hanno promosso l’esigenza del riscatto gratuito contributivo degli anni di laurea, e l’apertura di Beretta potrebbe dunque portare a un’attesa svolta nel merito.

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