Delitto Gay a Napoli/ Vincenzo Ruggiero fatto a pezzi e murato: Ciro Guarente aveva dei complici?

- Fabio Belli

Vincenzo Ruggiero, ritrovato il corpo. In una borsa murata in un garage, fatto a pezzi, il cadavere dell’attivista gay ucciso per gelosia dal reo confesso Ciro Guarente

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Vincenzo Ruggiero, attivista gay ucciso e fatto a pezzi (Foto: da Twitter)

Ciro Guarente non avrebbe risposto alle ultime domande dei pm di Napoli, dopo aver confessato l’omicidio di Vincenzo Ruggiero in quello che già in tutta Italia è già stato rinominato “il delitto Gay di Napoli”. Proprio la gelosia per aver perso il compagno trans Heven sarebbe alla base dell’orrenda mattanza, anche se ora non vi sono altre dichiarazioni spontanee dell’arrestato davanti al gip di Santa Maria Capua Vetere (si è avvalso della facoltà di non rispondere). Gli inquirenti credono e ritengono che per compiere l’intera “operazione” abbia potuto servirsi di alcuni complici: al momento non vi sono conferme ma le indagini vanno in quella direzione, come riporta il Mattino. Mentre Guarente ha raccontato all’inizio, durante la confessione, che si è trattato di un incidente il momento della morte di Ruggiero, gli inquirenti ritengono che vi sia dietro un omicidio largamente premeditato, e questa è l’accusa con cui il gip ha posto in custodia cautelare il giovane killer omosessuale. (agg. di Niccolò Magnani)

RITROVATO IL CORPO DELL’ATTIVISTA GAY VINCENZO RUGGIERO

IL RICORDO STRAZIANTE DELLA TRANS HEVEN GRIMALDI

Heven Grimaldi ha rotto il silenzio dopo il ritrovamento del cadavere di Vincenzo Ruggiero, l’attivista gay di 25 anni assassinato da Ciro Guarente. L’ex militare oggi dipendente civile della Marina ne ha fatto a pezzi il cadavere e lo ha murato in un garage di proprietà della sua famiglia. La trans sul profilo Facebook ha pubblicato un lungo messaggio per quel ragazzo che era fuggito dalla sua famiglia per vivere la sua condizione in piena libertà. «Ti giuro, ovunque ti trovi in questo momento, che vorrei essere stata io a morire al tuo posto», ha scritto Heven Grimaldi, con cui il reo confesso aveva avuto in passato una relazione. Nel lungo messaggio ha anche ricordato i momenti vissuti a Vincenzo Ruggiero, ma ha dato ancor più spazio alla sua disperazione. «Ho perso la vita insieme a te, probabilmente potrò riabbracciarti presto perché ormai il mio corpo non è altro che un involucro di dolore e non posso accettare di continuare così, non passerà mai. Portami con te, ti supplico, ascolta le mie preghiere e salvami da questo strazio», ha scritto sui social. Clicca qui per visualizzare integralmente il post. (agg. di Silvana Palazzo)

CIRO GUARENTE, CHI È IL KILLER REO CONFESSO

Ciro Guarente è stato interrogato per ore dopo il ritrovamento del corpo – anche se la conferma scientifica deve ancora arrivare – di Vincenzo Ruggiero, è reo confesso ma insiste nel sostenere l’intera mattanza originata da un “tragico incidente”. Sul Mattino di Napoli intanto si prova a trarre un profilo di questo Guarente, geloso e disperato per esser stato abbandonato dalla “sua” Heven Grimaldi, trans con la quale Ciro aveva passato anni di amore e passione proprio prima dell’arrivo di Vincenzo. «La sua carriera, la carriera da militare di Ciro, era stata distrutta un anno fa. L’omicida era infatti un uomo della Marina Militare. Un anno fa, dopo avere partecipato al gay pride, dichiarò la sua inclinazione sessuale anche sul luogo di lavoro». Pare infatti che l’Esercito lo abbia declassato a ruolo civile a Roma, ma ultimamente era tornato ad Aversa per “controllare” il suo Heven: e ovviamente, dopo aver scoperto il nuovo rapporto della trans con l’attivista gay, è scattatala l’incredibile gelosia. Di giorno era un semplice dipendente pubblico mentre, dai racconti arrivati dal Mattino, di notte si trasformava. «Alcuni testimoni hanno informato gli inquirenti e alcuni mezzi di informazioni scrivendo email, inviando lettere sul conto dell’ex militare: “Ciro aveva uno pseudonimo sul web, Grinder Boy oppure Lino, le sue foto si possono trovare su alcuni siti di incontri omosessuali chiusi al pubblico, bisogna registrarsi per ottenere un appuntamento con lui”».

KILLER, “È STATO SOLO UN INCIDENTE”

Il caso di Vincenzo Ruggiero è chiuso, nel senso che è stato ritrovato il corpo dell’attivista gay scomparso lo scorso 7 luglio: i problema è che il ritrovamento ora apre un mistero ancora più grande, con il killer reo confesso dell’orrenda mattanza che ha spiegato agli inquirenti di Napoli come il tutto sia stato un “incidente”. Vien fatica a credere alle parole di Ciro Guarente dato che l’attivista gay ucciso è stato fatto a pezzi e murato in un garage di Aversa: eppure, così ha raccontato durante il suo interrogatorio, «C’è stata una colluttazione – ha spiegato Gaurente- durante la quale Vincenzo ha perso l’equilibrio sbattendo la testa contro un mobile appuntito; è poi morto e a quel punto ho deciso di far sparire i suoi effetti personali e il cadavere». Ovviamente ora partiranno altri rilievi per capire se l’abbozzata spiegazione che fa acqua da tutte le parti, possa avere un’origine di verità. Non solo, in un primo momento il confesso omicida aveva raccontato di aver buttato a mare il corpo di Ruggiero, salvo poi tornare sui propri passi e raccontare l’ultima versione. Ora sono in corsi i rilievi sul corpo in avanzato stato di decomposizione per capire se si tratti effettivamente di Vincenzo Ruggiero. (agg. di Niccolò Magnani)

ECCO COSA È SUCCESSO

E’ stato ritrovato il corpo di Vincenzo Ruggiero, l’attivista gay scomparso ad Aversa il 7 luglio scorso. A confessare l’omicidio di Ruggiero è stato Ciro Guarente, un 35enne di San Giorgio al Cremano che ha ammesso di aver agito per gelosia. Ruggiero avrebbe infatti intrattenuto una relazione con il suo compagno. Ma nonostante la confessione, l’omicidio del 25enne di Parete nascondeva ancora un mistero. Infatti Guarente aveva affermato di aver gettato il cadavere di Ruggiero, dopo aver commesso l’omicidio, in mare nei pressi di Licola, dove erano iniziate le ricerche da parte delle autorità portuali per rinvenire il corpo. La confessione di Guarente si è invece completata proprio in queste ore, visto che il corpo dell’attivista gay è stato ritrovato fatto a pezzi e murato in un garage. Domenica sera il corpo è stato ritrovato in via Scarpetta, nel quartiere Ponticelli, con il cadavere di Ruggiero che era stato inserito dentro una voluminosa borsa.

FATTO A PEZZI IN UNA BORSA E MURATO IN UN GARAGE

A incastrare Guarente e a dimostrare come il cadavere non fosse stato affatto gettato in mare, un video che mostrava come il killer stesse trascinando una pesante borsa, che conteneva quindi il cadavere di Ruggiero fatto a pezzi. Un raptus di gelosia che aggrava però la situazione dell’assassino, che aveva dunque sviato le indagini per il ritrovamento del cadavere. Nel frattempo, si è fatta sentire anche la voce del compagno di Guarente, Haven Grimaldi, che sarebbe stato al centro della contesa che aveva portato il killer per gelosia ad aggredire ed uccidere Ruggiero. Con un post sul suo profilo Facebook, Haven Grimaldi ha sottolineato la sua completa estraneità ai fatti: “Scrivo qui perché nonostante mi distrugge interagire con il mondo, è l’unico modo per difendermi dalle perfide e immotivate accuse mosse nei miei confronti. Io Heven Grimaldi ero all’oscuro dello struggente episodio della morte di Vincenzo, è inutile esprimere il mio dolore qui sopra perché non ho più alcuna forza”. E forse sul caso Ruggiero è stata finalmente scritta la parola fine.

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