ANSIA/ “Chi non è ansioso nel 2017 ha dei problemi”

- Paolo Vites

Negli Stati Uniti i casi di disordine da ansia tra i giovani sono in costante aumento, la cuasa sarebnbero i social network che attirano continuamente il nostro interesse

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Una volta si diceva che chi soffriva di disturbi come l’ansia fosse “anormale”. Oggi, nel 2017, i parametri sono cambiati: per la socia media editor americana Sarah Fader infatti non essere ansiosi nel 2017 non è possibile, vuol dire che non sei normale. E il suo post sull’argomento sta impazzando sui social network, con commenti che si dichiarano d’accordo con lei. Cosa è successo nel frattempo? L’ansia, spiega la giornalista, è stata aumentata in modo esponenziale dai nuovi media, i social network. Il loro aggiornamento quotidiano di migliaia di post (facebook proprio un paio di giorni fa ha raggiunto i due miliardi di iscritti) ci rende ansiosi di sapere che si sta dicendo, cosa succede, cosa viene pubblicato. Lo stesso accade con Whatsapp dove le persone controllano ogni secondo se il messaggio che hanno mandato sia stato letto, perché non compare la famosa spunta blu. Oppure perché appare la spunta, è stato letto, ma allora perché non mi risponde?

Naturalmente ci sono poi problematiche ben peggiori, come la paura del terrorismo, ma sommando tutto questo si capisce come mai il National Institute of Mental Health americano, l’istituto di cura delle malattie mentali, registri come il 38% delle ragazze e il 26% dei maschi soffra  di disordine d’ansia, una percentuale in netto aumento rispetto ad alcuni anni fa. Ma cosa è esattamente l’ansia? Un meccanismo di difesa interno di fronte alla paura di un pericolo, ma se non esiste un pericolo reale, commentano gli esperti, “invece di essere un elemento di crescita e maturazione, diventa causa di disgregazione della personalità”. C’è però chi dice che l’ansia ha anche un effetto positivo in quanto può aiuta a raggiungere il successo: “l’ansioso non si ferma mai, ha una continua ricerca dell’eccellenza e attenzione ai desideri degli altri”. Diceva il filosofo Kierkegaard: “L’ansia è una sorta di costo di ingresso da pagare: senza di lei non esisterebbero creatività e immaginazione”.



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