PEDOFILIA, PRETE SCRIVE AL NEW YORK TIMES/ “Invece di offenderci, raccontaci davvero se avete coraggio”

- Silvana Palazzo

Pedofilia, prete scrive al New York Times: “Caro giornalista, ecco perché mi offendi”. La lettera diventa virale e viene riportata dal sito argentino “Enfoques Positivos”

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Sacerdote (Pixabay)

PEDOFILIA, PRETE SCRIVE AL NEW YORK TIMES: “CARO GIORNALISTA, ECCO PERCHÉ MI OFFENDI”

La lettera di un prete indirizzata al New York Times per trattare il delicato tema della pedofilia è diventata subito virale. Il missionario, che vive da ormai vent’anni in Angola, dopo aver constatato la recrudescenza di articoli sui preti pedofili ha preso carta e penna e ha scritto alcune parole per difendere la Chiesa cattolica dai pregiudizi dilaganti. Padre Martin Lasarte, che ha fermamente condannato gli episodi di cui si macchiano i suoi “colleghi”, ha evidenziato però l’odio seminato da alcune presentazioni giornalistiche. E ha quindi deciso di raccontare alcuni dei sacrifici fatti dai preti ai quattro angoli della Terra. Nella sua lettera, ripresa dal sito argentino Enfoques Positivos, il prete ha raccontato al New York Times ad esempio quanto ha fatto in Angola. «Ho dovuto trasportare decine di bambini affamati in mezzo ai campi minati a causa della guerra del 2002 tra Cangumbe e Luena. Ho dovuto seppellire decine di bambini morti durante il loro esodo in fuga dalla guerra. Abbiamo salvato la vita di migliaia di persone nel Moxico. Abbiamo potuto fornire istruzione e scuole a più di 110.000 bambinii», ha scritto il prete, come riportato da Aleteia. 

PEDOFILIA, PRETE SCRIVE AL NEW YORK TIMES: LA DENUNCIA

Nel mirino di padre Martin Lasarte è finita indirettamente anche l’Onu, visto che ha dovuto soccorrere insieme ad altri preti circa 15mila persone perché gli alimenti non arrivavano. La tesi sviluppata dal sacerdote nella lettera per il New York Times è chiara: quelle che presenta non sono notizie interessanti per i media e di conseguenza vengono ignorate. Per questo non vengono raccontate le storie di preti come padre Roberto, che ha salvato tanti bambini di strada intossicati dalla benzina che mandano già per guadagnare qualcosa come mangiatori di fuoco. Né coinvolge la storia di padre Stéphane, che insieme ad altri preti organizza ostelli della gioventù come rifugio per giovani maltrattati e violentati. E cita tante altre storie di preti che si prendono cura di bambini accusati di stregoneria e che danno la loro vita, come padre Marc-Aurèle, mitragliato sulla via del ritorno dalla sua missione. 

PEDOFILIA, PRETE SCRIVE AL NEW YORK TIMES: L’APPELLO

Nella parte conclusiva della sua lettera al New York Times padre Lasarte fa una denuncia. «Seguire un prete “normale” nel suo lavoro quotidiano, nelle sue difficoltà e nelle sue gioie, mentre dispensa vita, senza strepito, alla comunità che serve… questo non vende». Il suo obiettivo non è fare l’apologia della Chiesa e dei suoi preti, bensì evidenziare il fatto che per un prete che si macchia di una colpa si mettono in discussione (o si ignorano del tutto) le opere di chi invece dà la vita per poveri e indigenti. «Insistere ossessivamente (e con tratti persecutori) su di un tema doloroso, perdendo di vista l’insieme dell’opera, produce volontariamente delle caricature offensive per il sacerdozio cattolico – per le quali io mi sento offeso», aggiunge padre Lasarte. Per questo chiude la sua lettera con un appello, cioè chiedendo ai giornalisti di ricercare la verità per crescere umanamente e professionalmente.

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