I CATTOLICI SONO ESTREMISTI?/ La guerra agli jihadisti in Inghilterra coinvolgerà anche la Chiesa?

- Niccolò Magnani

I cattolici sono estremisti? La guerra agli jihadisti in Inghilterra coinvolgerà anche la Chiesa Cattolica? Il problema, le polemiche e gli attacchi alla libertà di fede religiosa

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Chiesa (Foto: da Pixabay)

Come sempre fare di tutta un’erba un fascio è un rischio assai presente in qualsiasi campo e in qualsiasi luogo: che questo però venga “scelto” per una visione laicista molto azzardata, ci sembra abbia degli elementi assai rischiosi. In Regno Unito come è noto gli attentati terroristici hanno risvegliato l’emergenza estremismo, con la premier May che ha più volte annunciato «siamo pronti a combattere l’estremismo in tutte le sue forme». Ecco, con un importante editoriale apparso ieri sul Catholic Herald si è cercato di approfondire cosa si intenda per estremismo scoprendo che già in questi mesi la probabilità che “quell’erba” diventi ancora quel famoso “fascio” è stata, e lo sarà sempre di più, assai alta. Si è scelto infatti sia con il governo Cameron che con il doppio governo May di impostare la lotta all’estremismo islamista di Isis e simili con una sorta di “guerra fredda”, ovvero cercando di attaccare non solo le operazioni materiali, gli attacchi terroristici e le azioni criminali svoltie sul territorio inglese, ma anche di contrastare con una guerra più “silenziosa” i valori dell’estremismo religioso, in modo da riaffermare gli antichi valori laici della Gran Bretagna.

Uno dei problemi riguarda proprio una certa riluttanza del governo inglese ad affermare questi “valori”, come sottolinea il quotidiano cattolico: «democrazia, stato di diritto, liberà di parola, tolleranza…, ma poi? Tutti i nuovi diritti, dunque perché no il diritto legalmente riconosciuto per le persone transessuali di farsi chiamare con pronomi non più legati all’origine del loro genere ma a quello “modificato”. Oppure le nuove frontiere anti-discriminazioni..». Addirittura, poco tempo fa, il senato canadese ha approvato un disegno di legge che alcuni temono possa effettivamente criminalizzare utilizzando i pronomi “sbagliati”. Il rischio è pressoché presente anche in Regno Unito: «Se sbagliamo con una sola definizione di “estremismo”, allora prima che qualcuno si renda conto di ciò che sta succedendo, qualsiasi opinione che deriverà dal consenso liberale e laico sarà considerato estremo», denuncia Dennis Sewell sul Catholic Herald.

E dunque per essere ritenuti estremisti un giorno non molto lontano si potrebbe divenirlo avendo una visione conservatrice dell’etica sessuale, una visione tradizionale del matrimonio, o anche la discriminazione nel reclutamento del clero o tutti i problemi legati al gender. Insomma, tutti questi elementi potrebbero essere considerati estremi dalle strutture degli agenti di polizia incaricati di pattugliare Twitter e Facebook per contrastare l’estremismo “in tutte le sue forme”. A rischio dunque l’ortodossia cattolica? Potrebbe non essere una visione apocalittica ma un’essenziale verità: già da anni lo Stato avrebbe assunto un ruolo diretto e coercitivo nel limitare e modellare l’istruzione religiosa per tutte le fedi e le denominazioni. L’insegnamento cattolico è visto di cattivo occhio dalle istituzioni “laiche” dello stato e dei governi locali britannici, e ‘attacco alla Chiesa” rischia davvero di divenire una parte consistente nella grande lotta contro l’estremismo.

Come diceva il candidato repubblicano alla Casa Bianca, Marco Rubio, durante la campagna elettorale, «Siamo al limite dell’argomento che l’insegnamento cristiano principale è il discorso dell’odio. Il prossimo passo è quello di sostenere che … il Catechismo della Chiesa Cattolica è il discorso dell’odio. Questo è un pericolo reale e attuale». Al momento la lotta è contro l’Isis e il cyberterrorismo che viene inculcato tramite l’ideologia estremista islamista; ma per evitare ogni possibile rischio di “contrarierà” ai valori laici britannici una possibilità è proprio quella di limitare tutte le altre fedi e tutti i credo che guardano alle libertà della persona prima ancora che dello Stato. E questo ci sembra non solo ingiusto ma profondamente pericoloso.

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