IL “MAMMO TRANS” HA PARTORITO/ E’ nato Leo: “una gravidanza normale, il mio corpo è un dono”

- Niccolò Magnani

Nato il figlio dei padri gay in Canada: il mammo transgender ha partorito, “una gravidanza normale, il mio corpo è un dono”. Riflessioni e spunti, dai Queen fino alla dittatura del desiderio

papa_trans_gay_lgbt_neonato_figlio_facebook_2017
Immagine dal web

E se alla fine avesse avuto “ragione” Freddie Mercury quando cantava, “Puoi essere tutto quel che vuoi. Trasformati in qualunque cosa che tu pensi di poter essere», nel celebre passaggio di “Innuendo”? Torniamo sul caso già affrontato nel recente passato del mammo transgender con barba e pancione, incinto fino a pochi giorni fa, visto che ora è nato Leo: è nato il bebè figlio di Trystan Reese e Biff Chaplow genitori “gay” a livello di intenzione e volontà, visto che se si guardano i corpi, Trystan ha dato alla luce il piccolo Leo perché rimasta a livello di organi sessuale ancora donna. Tutto alla rovescia e tutto al contrario di tutto: come aveva capito anche il romanziere Dave Eggers, autore de “Il Cerchio” (di recente anche reso al cinema con la bella Emma Watson come protagonista) la dittatura dei desideri sta trasformando il nostro mondo nel “tempio dei diritti”. Vuoi essere maschio? Lo puoi fare. Vuoi però anche un figlio? Allora tutto il discorso su trans, sui corpi che non corrispondono alle proprie volontà può essere accantonato un attimo e gli organi femminili tornano ad essere decisivi visto che permettono la gravidanza tra le più stravaganti degli ultimi anni. Avviene tutto in Canada, con i genitori gay ora finalmente felici per avere un figlio tutto loro (erano già genitori adottivi di due minori). “La gravidanza è stata normalissima, tutto a posto e il parto è andato bene”, raccontano i genitori alla tv canadese Katu-Tv: Leo, si chiama il piccolo, ora ha due papà. Anzi una mamma e un papà. Anzi, un mammo e un papà gay. Anzi… vabbè, su questo punto è una sfida persa.

FIGLIO DI PADRI GAY: È NATO IL BEBÈ DEL MAMMO TRANS CON LA BARBA

“IL MIO CORPO È UN DONO”

La fatica nel trovare una qualsivoglia “regola” in questa vicenda cosi strampalata è sinceramente reale: Chaplow ha spiegato come il momento della nascita è il «momento più puro di felicità, come il momento più felice della mia vita», e come dargli torto. Il nascere alla vita è uno spettacolo misterioso e forse, anzi certamente, l’unica notizia certa di questa “particolare” storia famigliare. Eppure quel desiderio resta problematico, quel desiderio di volere il “diritto” della vita come esclusivo, andando contro anche alla scelta già di suo problematica di volersi sentire un uomo, resta molto problematico. Forse, a ben vedere, è come se fosse rispuntato quell’istinto materno che chiama la vita, che ogni donna possiede e che lo stesso Trystan, nonostante gli ormoni, la barba e il testosterone, non è riuscito a “cancellare”. «Penso che il mio corpo è impressionante. Mi sembra che sia un dono quello dell’essere nato con il corpo che ho. E ho fatto i necessari cambiamenti in modo da poter continuare a vivere in esso, sia attraverso gli ormoni che attraverso altre modifiche del corpo». Ma allora è un dono solo per la “parte” che si desidera, o è un dono a prescindere? Le domande e le perplessità restano, la “dittatura” del desiderio di cui parlavamo due mesi fa restano come rischio presentissimo anche dopo la nascita del piccolo Leo. In fondo, anche il buon cantante dei Queen, in quell’inno al desiderio soddisfatto che è Innuendo, chiudeva il brano con queste parole: «Se c’è un Dio o una specie giustizia sotto il cielo; Se c’è un punto fermo, se c’è una ragione per vivere o morire; Se c’è una risposta alle domande che ci sentiamo obbligati a porci; Mostrati distruggi le tue paure togli la maschera; Oh sì continueremo a provarci». La richiesta di desiderio, se guardata fino in fondo, non può non suscitare una domanda ben più profonda che non può essere eliminata completamente. Esattamente come quell’istinto e desiderio materno peculiare di ogni corpo e animo di donna…



© RIPRODUZIONE RISERVATA

I commenti dei lettori