RIVOLTA IN VENEZUELA/ Video, 2 leader opposizione in carcere: Amnesty, “violazione diritti umani”

- Niccolò Magnani

Rivolta in Venezuela, video e ultime notizie: Nicolas Maduro fa arrestare due leader dell’opposizione, Lopez e Ledezma. Le immagini della cattura, la guerra civile e il rischio dittatura

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Venezuela, rischio dittatura (LaPresse)

La situazione in Venezuela è preoccupante: i diritti umani sono sempre più calpestati. L’allarme è stato lanciato anche da Amnesty International, secondo cui il presidente Nicolas Maduro e il suo governo «sembrano vivere in un universo parallelo». La direttrice per le Americhe, Erika Guevara-Rosas ha denunciato «il drastico incremento dell’uso illegale della forza, le decine di arresti arbitrari e l’uccisione di almeno 10 persone, insieme ad altri preoccupanti attacchi contro la popolazione del Venezuela registrati nel fine settimana». La tensione e la violenza non possono essere ignorate, anzi bisognerebbe rispondere alle necessità della popolazione. Amnesty International ha quindi chiesto che venga cessato l’uso della forza: «Devono essere intraprese azioni immediate per porre fine agli arresti arbitrari, alle uccisioni e alle altre gravi violazioni dei diritti umani». (agg. di Silvana Palazzo)

VENEZUELA IN RIVOLTA: MADURO FA ARRESTARE LEADER OPPOSIZIONE DOPO ELEZIONI COSTITUENTE

L’APPELLO DI VANESSA LEDEZMA

Vanessa Ledezma, figlia del sindaco di Caracas, si è rivolta alla comunità internazionale dopo gli arresti di Leopoldo Lopez e suo padre Antonio, oppositori del governo di Nicolas Maduro, a cui ha poi rivolto pesanti accuse. «Questa mattina mi sono svegliata con una sconvolgente notizia: mio padre è stato sequestrato per la seconda volta. Non sappiamo come sta, né dove si trova o se è sotto tortura», ha dichiarato in un videomessaggio. Poi si è rivolta direttamente al presidente venezuelano: «Riterrò responsabile Maduro dell’integrità fisica e morale di mio padre». E quindi ha lanciato un appello alla comunità internazionale: «Deve agire con forza contro il regime, ma non contro un popolo che ha sete di giustizia e libertà». Di seguito il video appello in italiano della figlia di Antonio Ledezma, che si è trasferita in Italia proprio per far cresce le figlie al sicuro. (agg. di Silvana Palazzo)

RICHIESTE DI ASILO POLITICO NELLE AMBASCIATE

Serpeggia la paura in Venezuela, dove è cominciata la vendetta del regime: la vittoria di chavismo nel voto farsa per l’Assemblea Costituente ha innescato la reazione contro i leader dell’opposizione. Sono stati arrestati Leopoldo Lopez, che era stato liberato qualche giorno fa dopo una lunga detenzione, e Antonio Ledezma. Ma il giro di vite potrebbe stringersi ancora: il timore che la situazione peggiori è altissimo. Per questo motivo, stando a quanto riportato da Euronews, molti giudici, avvocati e deputati hanno cominciato a chiedere asilo politico nelle ambasciate di Caracas. Intanto la figlia dell’ex sindaco di Caracas, Vanessa Ledezma, ha parlato ai microfoni di F, il settimanale di Cairo Editore. La donna vive in Italia per far crescere le sue figlie al sicuro. In Venezuela invece la situazione è drammatica: «Mancano cibo, medicinali, sicurezza e libertà: non lasciateci soli». (agg. di Silvana Palazzo)

“MADURO LI HA FATTI SEQUESTRARE”

Non si è fatta attendere la reazione dell’opposizione alla notizia dell’arresto di Leopoldo Lopez e Antonio Ledezma da parte della polizia venezuelana. Freddy Guevara, il primo vicepresidente dell’Assemblea Nazionale, che controlla il parlamento, ha denunciato il fatto spiegando che si tratta dell’ennesimo tentativo di Nicolas Maduro «per metterci paura e demoralizzarci, quando quelli che si trovano in questa condizione dal 30 luglio sono loro». Guevara ha parlato però di «sequestro», non di arresto. E ha spiegato le ragioni del gesto: «Sequestrano il sindaco Ledezma per la posizione ferma e chiara sulla frode del 30 luglio e la sua visione sulla lotta che dovrà venire. Sequestrano Leopoldo Lopez perché semplicemente non si è piegato di fronte alle pressioni e alle false promesse del regime». Intanto il presidente Nicolas Maduro si è detto “orgoglioso” delle sanzioni imposte dagli Stati Uniti, che ha deciso di congelare i suoi beni negli Usa e vietare agli americani di avere rapporti commerciali con lui. (agg. di Silvana Palazzo)

GUERRIGLIA URBANA

Il Venezuela è ad un passo dalla dittatura: la rivolta che da mesi va in scena, non solo nella Capitale Caracas, è ormai a tutti gli effetti una guerra civile tra l’opposizione che contesta al presidente Nicolas Maduro di voler compiere un colpo di stato con la nuova Assemblea Costituente convocata dopo le elezioni di domenica scorsa. Quel voto, arrivato dopo aver deposto il precedente Parlamento, non viene riconosciuto dalla maggioranza dei venezuelani che gridano allo scandalo del golpe. Nelle ultime ore, Usa, Europea, ma anche Colombia e Perù non riconoscono le elezioni indette da Maduro – con metodi molto vicini al clientelismo per riconoscere chi ha votato e chi no – assolutamente non democratiche; Trump ha fatto partire nuove sanzioni contro Caracas e ora si attende una reazione del previdentissimo che pare orientato a proseguire per la sua strada. Ma le strade sono in fiamme, la Capitale è invasa dalla guerriglia urbana senza sosta, e non solo: le ultimissime che arrivano da Caracas riportano dell’arresto dei due maggiori leader dell’opposizione, Leopoldo Lopez e Antonio Ledezma, con un mandato di cattura indetto dallo stesso Maduro. È avvenuto tutto l’indomani delle contestate elezioni della Costituente, con le famiglie che non sanno nemmeno dove sono stati portati i leader dell’opposizione a Maduro. La moglie di Lopez e Oriette, la figlia di Ledezma, hanno affermato di ritenere il presidente Maduro responsabile del destino dei loro cari, (qui sotto il momento esatto dell’arresto di Ledezma, con violenza brutale).

TAJANI (UE), “SI SCIVOLA VERSO LA DITTATURA”

Il mondo intero, forse con colpevole ritardo per la tempistica, ora attacca il tentativo di colpo di stato indetto da Maduro che dopo aver sciolto le Camere ha indetto e fatto votare elezioni per una nuova Assemblea Costituente che di fatto potrebbe portare il Venezuela verso una sostanziale dittatura. Dopo gli Stati Uniti, anche l’Unione Europea prova a smuovere le acque diplomatiche, con una dichiarazione molto netta da parte del Presidente del Parlamento Europeo, Antonio Tajani: «Quando vengono colpiti i leader dell’opposizione è un brutto segnale, è segno che si sta scivolando verso la dittatura», spiega il leader dell’Europarlamento parlando ai microfoni di Tgcom24. La guerra civile ormai è divenuta “abitudine” quotidiana per le vie delle principali città dello stato venezuelano: «E’ assurdo che un Paese ricco anche di materie prime sia in condizioni di povertà, con una situazione sanitaria preoccupante il Venezuela è sull’orlo della guerra civile», conclude ancora il presidente Tajani.



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