BOMBA SUL VOLO PER BERGAMO/ Video, ci prova il 30 gennaio, arrestato il 12 febbraio: i buchi nella sicurezza

- Silvana Palazzo

Bomba in valigia sul volo per Bergamo: Nadeem Muhammad, pakistano con passaporto italiano, condannato ma non per terrorismo. Le ultime notizie su un caso di negligenze

nadeem_muhammad
Bomba in valigia sul volo per Bergamo: Nadeem Muhammad

Voleva arrivare a Bergamo con una bomba rudimentale nascosta nella valigia, ma è stato fermato in tempo, prima di imbarcarsi. L’aspetto curioso della vicenda che vede protagonista Nadeem Muhammad è però che non è stato arrestato quando è stato scoperto all’aeroporto di Manchester, durante i controlli prima della partenza con aereo Ryanair. Il caso risale infatti al 30 gennaio scorso, ma il cittadino pakistano di 43 anni  con passaporto italiano, residente a Bury, nella contea di Great Manchester, è stato ritenuto colpevole dalla Manchester Crown Court solo qualche giorno fa. La pena però verrà resa nota il 23 agosto. Lo straniero era stato fermato, ma non arrestato, e l’ordigno era stato sequestrato. Poi qualche giorno dopo era stato fatto partire: infatti è atterrato a Bergamo il 5 febbraio. Quando è tornato a Manchester è finito in manette, perché nel frattempo l’ordigno era stato analizzato e giudicato pericoloso. Stando ai risultati delle analisi la bomba poteva causare una grave depressurizzazione a bordo del Boeing 737. 

TENTA DI SALIRE CON UNA BOMBA SU UN VOLO PER BERGAMO

LA COLLEZIONE DI NEGLIGENZE

Nadeem Muhammad si è sempre giustificato dicendo di non aver mai visto l’ordigno e di non sapere come possa essere finito nella sua valigia. La bomba artigianale era composta da due batterie avvolte con nastro marrone, collegate a dei fili e a un piccolo tubo riempito con polvere esplosiva. Comunque non è stato accusato di terrorismo, perché non è stato chiarito il movente. In ogni caso il sito della BBC la Greater Manchester Police avrebbe ammesso che il mancato arresto del 30 gennaio scorso è stato un errore. Non sarebbe l’unica negligenza da parte della polizia: il personale addetto ai controlli, Deborah Jeffrey, avrebbe messo in tasca la bomba, non ritenendola pericolosa in base ad un’analisi superficiale. Non si può parlare di terrorismo ma, come ha precisato l’inquirente Sue Hemming del Crown Prosecution Service, «le conseguenze delle sue azioni avrebbero potuto essere disastrose».



© RIPRODUZIONE RISERVATA

I commenti dei lettori