LA FINE DEL MONDO/ L’ultima profezia di David Maede: “Apocalisse il 23 settembre” e la Nasa risponde

- Emanuela Longo

La fine del mondo sarà il 23 settembre? L’ultima profezia di david Maede, le coincidenze e le supposizioni. Ma la Nasa rassicura: l’Apocalisse sarà rimandata anche questa volta.

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Immagine di repertorio

Periodicamente sul web spuntano le immancabili profezie sull’imminente fine del mondo, con tanto di date precise che però, puntualmente, si rivelano sempre delle mere bufale. L’ultima profezia in merito alla fine dell’umanità arriva direttamente da David Maede, autore del libro virale “Palent X, the 2017 Arrival” e che preannuncia la data del 23 settembre come quelle prefissata per l’Apocalisse, già annunciata nella Bibbia. Ma da cosa parte l’intuizione di Maede più simile ad una certezza e che non lascerebbe scampo all’umanità intera? Il nostro destino è indicato proprio nel Vecchio Testamento, precisamente al capitolo 13 del Libro di Isaia (versi 9-10) in cui si parla esattamente dell’arrivo del “giorno dell’Eterno”, un “giorno crudele, d’indignazione e d’ira ardente, che farà della terra un deserto, e ne distruggerà i peccatori”. Le indicazioni circa una ormai imminente fine del mondo arrivano sempre dalla Bibbia, nella quale si legge: “Poiché le stelle e le costellazioni del cielo non faran più brillare la loro luce, il sole s’oscurerà fin dalla sua levata, e la luna non farà più risplendere il suo chiarore”. Chiari segnali, secondo David Maede, di ciò che sta per accadere.

LA FINE DEL MONDO: L’ULTIMA PROFEZIA

IL 23 SETTEMBRE LA DATA PREFISSATA: LE COINCIDENZE

Tra dieci giorni, esattamente il prossimo 21 agosto, negli Stati Uniti avverranno due eventi astronomici molto attesi ovvero un’eclissi totale di Sole e la “Luna nera”, la seconda Luna nuova del mese. Questi eventi andrebbero a coincidere con l’annuncio biblico quando proprio il Sole e la Luna sono citati in riferimento all’Apocalisse. Indizi però ritenuti troppo “labili” dallo stesso Maede il quale insiste piuttosto sulla cosiddetta “convergenza del 33”, ovvero una serie di inquietanti coincidenze. L’eclissi attesa, infatti, inizierà proprio in Oregon, il 33esimo stato dell’Unione per finire al 33esimo grado di Charleston, in South Carolina. L’eclissi totale non avveniva negli Usa da 99 anni, ovvero 33 moltiplicato per 3. 33, infine, sono i mesi nei quali avviene la Luna nera. Ecco allora che il 23 settembre sembra essere la data predestinata per la fine del mondo, ovvero 33 giorni dopo l’eclissi. Se qualcuno oserà essere ancora scettico di fronte a tale previsione, come racconta La Stampa, potrà sempre verificare i segnali contenuti nel capitolo 12 del Libro delle Rivelazioni: “Poi apparve un gran segno nel cielo: una donna rivestita del Sole con la Luna sotto i piedi, e sul capo una corona di dodici stelle”. Sempre a settembre, il mese predetto per la fine dell’umanità, la Luna transiterà sotto la costellazione della Vergine, circondata dalle 9 stelle del Leone oltre che da Mercurio, Venere e Marte.

LA REPLICA DELLA NASA

Solo negli ultimi anni si è parlato spesso della fine del mondo con attese contornate da date, indizi, supposizioni e clamorose coincidenze. Di recente la psicosi da Apocalisse aveva spinto in tanti a credere che la fine dello scorso millennio potesse segnare la fine dell’umanità intera. Poi nulla era accaduto, ed allora si era dato spazio ad un’altra previsione, quella del 21 dicembre 2012, in concomitanza con la fine del calendario Maya. L’interpretazione di Maede, seppur più complessa, avrebbe già fatto il giro del web ed in tanti si sarebbero rivolti alla Nasa con dubbi e domande in vista dell’annunciato arrivo di Niburu, il presunto pianeta che ospiterebbe gli dei della Mesopotamia, attesi ogni 3600 anni sulla Terra. Gli esperti in merito si sono dimostrati più che tranquilli affidandosi alla logica. Se davvero è atteso per settembre, l’ipotetico pianeta dovrebbe già essere visibile a occhio nudo. Al momento però, a popolare il cielo restano solo le piccole stelle cadenti di agosto, che proprio per quest’anno neppure loro assicurano l’attesa “tempesta” annunciata. Un modo ancora più rassicurante per convincerci che il mondo non finirà neppure questa volta.

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