MARTIRI DELLA VANDEA/ Card. Robert Sarah: “ci insegnano il perdono e la misericordia e il ‘dono di sè’”

- Niccolò Magnani

Martiri della Vandea: l’omelia del Cardinal Robert Sarah sui rischi e le persecuzioni odierne della Chiesa, “chi oggi segue lo spirito dei vandeani contro l’odierna ideologia anticristiana?”

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DA CAMBIARE

Una lunga e intensa omelia tenuta lo scorso 12 agosto dal Cardinal Robert Sarah – Presidente Prefetto per il Culto Divino della Chiesa Cattolica – in Francia a Saint Laurent Sur Sevres in Vandea ha sottolineato lo spirito e l’esempio di fede incrollabile che i martiri vandeani ebbero ormai più di 200 anni fa. Il cardinale ha aperto le celebrazioni per i 700 anni della Diocesi di Lucon ma ha voluto sottolineare l’esempio dei martiri vandeani che nel 1793, a 4 anni dalla Rivoluzione Francese avvenuta con la Presa della Bastiglia, vennero trucidati e sterminati dal regime totalitario e rivoluzionario dei giacobini per il semplice rifiuto dei cittadini della Vandea di abiurare la loro profonda fede cattolica. Come insegna la storia – e come molti illustri professori e acculturati ancora oggi faticano a comprendere – il popolo della Vandea si distinse per la strenua difesa contro la dea ragione ed il principio deista dell’essere supremo; perciò, a causa del loro fermissimo Credo e della loro fedeltà monarchica, vennero massacrati in quello che si può a buon ragione chiamare genocidio. Per odio ideologico morirono, in quell’ecatombe, più di 30 mila abitanti.

Il cardinal Sarah ha voluto dunque fare un parallelo con lo spirito di oggi che purtroppo, almeno nelle forme del pensiero, non è molto lontano da quello ideologico e totalitario di fine Settecento. Oggi le ecatombi contro i cristiani in giro per il mondo continuano ad esserci, magari lontano dagli occhi dei media in Europa e in America, ma non per questo meno gravi. «Noi cristiani abbiano bisogno dello spirito dei Vandeani! Abbiamo bisogno di un tale esempio! Come loro, abbiamo bisogno di abbandonare le nostre semine, le nostre messi, i solchi tracciati dai nostri aratri, per combattere, e non a difesa di interessi umani, ma per Dio!», afferma il cardinale e prefetto del Culto Divino nell’omelia pubblicata in ampi stralci in questi giorni dallo stesso Sarah su Facebook.

“CI INSEGNANO IL SENSO DEL PERDONO E DELLA MISERICORDIA”

Nel luogo del martirio più crudo e tra i più clamorosi della storia cristiana, il cardinal Sarah non ha voluto rimanere indifferente sui rischi tremendi che incorrono anche nel nostro tempo: «tu, popolo di Francia, tu, popolo della Vandea, quando prenderai le armi pacifiche della preghiera e della carità per difendere la tua fede? Cari amici, il sangue dei martiri scorre nelle vostre vene, siategli fedeli!». Per Sarah il mistero e la storia dei martiri della Vandea insegnano a tutti quei “valori” tutt’altro che statici e che potrebbero ridare linfa e nuova conversione al popolo di Dio, anche nel 2017. «Dall’esempio dei Vandeani dobbiamo anche imparare l’amore del Sacerdozio. È perché i loro “buoni preti” erano minacciati che essi si sono ribellati. Voi più giovani, se volete essere fedeli all’esempio dei vostri antenati, amate i vostri sacerdoti, amate il sacerdozio!», ricorda Sarah prima di sottolineare nella lunga omelia anche il profondo dono lasciato da quel popolo a tutta l’intera comunità moderna. «I martiri della Vandea ci insegnano ancora il senso del Perdono e della misericordia. Di fronte alla persecuzione, di fronte all’odio, hanno conservato nel loro cuore la cura della pace e del perdono». Un richiamo, un risveglio alla cristianità di oggi nel rispondere con le armi della preghiera, del Rosario e del Vangelo alle sfide ideologiche e totalitarie del XXI secolo, Sarah invita il popolo di Dio alla conversione, proprio avendo sullo sfondo l’esempio e lo spirito di quel popolo vandeano così trucidante eliminato eppure cosi strenuamente attaccati alla persona e alla divinità del Cristo.

LE IDEOLOGIE “GIACOBINE” DI OGGI

«Chi, dunque, si leverà in piedi, oggi, per Dio? Chi oserà affrontare i moderni persecutori della Chiesa? Chi avrà il coraggio di alzarsi senza altre armi se non il rosario e il Sacro Cuore, per affrontare le colonne della morte dei nostri tempi, che sono il relativismo, l’indifferentismo e il disprezzo di Dio? Chi dirà a questo mondo che la sola libertà per cui valga la pena di morire è la libertà di credere?». L’ideologia giacobina che perpetrò l’orrenda strage contro il popolo della Vandea, purtroppo, oggi risiede in altri elementi, in altri protagonisti, ma scorre ancora nel sangue e nel pensiero di tanti perbenisti laicisti che si fingono laici ma che combattono strenuamente l’incidenza reale e presente del popolo di Cristo. «Ci hanno mostrato che di fronte alle colonne infernali, come di fronte ai campi di sterminio nazisti, di fronte ai gulag comunisti, come di fronte alla barbarie islamista, non c’è che una sola risposta: il dono di sé, di tutta la propria vita. Solo l’amore è il vincitore delle potenze di morte!», denuncia ancora il cardinale africano elencando i nuovi rischi dell’ideologia razionalista-giacobina tutt’oggi presente. «Gli ideologi della rivoluzione vogliono annientare il luogo naturale del dono di sé, della generosità gioiosa e dell’amore. Voglio dire la famiglia!», enuncia con coraggio Sarah, dando un nome preciso a questa “nuova” ideologia. «L’ideologia del gender, il disprezzo della fecondità e della fedeltà sono i nuovi slogan di questa rivoluzione. Le famiglie sono diventate tante Vandee da sterminare. Si pianifica metodicamente la loro scomparsa, come un tempo quella della Vandea».

L’invito è rivolto a tutti, a recuperare il senso del popolo vandeano, la disposizione al dono di sé, al martirio della propria fede per dimostrare una verità, anzi la Verità, più grande e più misericordiosa di ogni male e terrore possibile. «Per molto tempo ci si è rifiutati di capire di accettare quel che gridavano coloro che morivano, che venivano bruciati vivi: le rivoluzioni distruggono il carattere organico della società; quanto rovinino il corso naturale della vita; quanto annichiliscano i miglioramenti della popolazione, lasciando campo libero ai peggiori; come nessuna rivoluzione possa arricchire un Paese»: così scriveva Aleksandr Isaevic Solženicyn, il grande scrittore russo che ammirava l’esempio della Vandea per l’amore a Cristo sopra ogni ideologia e totalitarismo.

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