TERZA GUERRA MONDIALE/ Corea del Nord, Bannon: “Per USA impossibile azione militare contro Pyongyang”

- Niccolò Magnani

Terza Guerra Mondiale, Corea del Nord vs Usa: ultime notizie e aggiornamenti. Pyongyang e Washington guardano alla Russia come possibile mediatore, e non più alla Cina

vladimir_putin_1_russia_lapresse_2016
Vladimir Putin (Lapresse)

Dunque il botta e risposta tra le varie parti in causa sulla tensione crescente fra Stati Uniti e Corea del Nord continua, ma in controtendenza con le preoccupazioni riguardo un possibile conflitto, si leva la voce dello stratega militare Stephen Bannon, considerato come una “testa calda” dell’amministrazione Trump per le sue idee legate alla destra radicale, che è stato però rimosso nello scorso mese di aprile dal Consiglio per la Sicurezza Nazionale. Bannon è stato come al solito tranciante riguardo la possibilità di una guerra e del passaggio dalle parole ai fatti relativamente alle tensioni tra Seul e Pyongyang, sottolineando come l’opzione militare sia di fatto non praticabile per gli Stati Uniti. Infatti una rappresaglia nucleare verso Seul da parte della Corea del Nord sarebbe inaccettabile e insostenibile per gli Usa, congelando di fatto ogni tipo di azione militare e concentrando l’attenzione verso la vera questione centrale, ovvero la guerra economica tra Cina e Usa. (agg. di Fabio Belli)

PYONGYANG DIPENDENTE DA PECHINO PER LE IMPORTAZIONI?

L’attenzione resta alta sulle prossime mosse tra Corea del Nord e Usa nonostante queste appena trascorse siano state tutto sommato giornate di stallo dal punto di vista militare. I vari Paesi continuano ad auspicare nell’inizio del dialogo e nel frattempo si sottolinea un aumento delle importazioni dei prodotti alimentari dalla Cina. E’ quanto emerge dal giornale di Hong Kong South China Morning Post in riferimento ai dati delle dogane. Secondo i dati emersi, le esportazioni di mais in Corea del Nord nel 2017 sono aumentate di 32 volte rispetto all’anno precedente. Al tempo stesso sono aumentate le forniture di farina, banana e cioccolato. Stando a quanto si legge nel medesimo articolo, l’aumento di forniture di prodotti agroalimentari dalla Cina in Corea del Nord “mostra anche la crescente dipendenza di Pyongyang da Pechino in una situazione in cui non è libera di acquistare beni da altri Paesi”. Gli usa, come ricordiamo, avevano chiesto esplicitamente alla Cina di aumentare la pressione sulla penisola nord coreana per il programma missilistico di Kim. (Aggiornamento di Emanuela Longo)

RUSSIA TORNA SUL TEMA DELLE SANZIONI

La parola della Russia, tramite il diplomatico uomo-ovunque di Putin, Sergey Lavrov, torna a farsi sentire nel complicato scacchiere mondiale sul Pacifico: in primo luogo, il ministro degli Esteri del Cremlino oggi in una nota loda la diminuzione delle provocazioni di Trump e Kim Jong-un, «hanno in qualche modo ridotto la retorica sulla questione nordcoreana. Forse dovremmo accogliere ciò positivamente e, quantomeno, sperare che le teste calde si siano raffreddate». In un secondo momento però è lo stesso capo della Diplomazia Russia ad affondare il colpo sul fronte sanzioni, di cui ovviamente sono i primi interessati avendole subite anche loro a Mosca. «per quanto riguarda le pressioni su Pyongyang per il rispetto delle note risoluzioni del Consiglio di sicurezza dell’Onu siamo sicuri che il potenziale delle pressioni economiche è stato praticamente già speso», spiega ancora Lavrov, per nulla convinto da ulteriori e future sanzioni pecuniarie al regime di Pyongyang. «Non sosteniamo – ha concluso il ministro – le proposte, che preparano alcuni nostri partner, mirate ad asfissiare economicamente la Corea del Nord con tutte le conseguenze umanitarie negative e tragiche per i cittadini della Corea del Nord».

LA PROPOSTA DI SEUL

Torna con forza il presidente della Corea del Sud, Moon Jae-in, a parlare di guerra mondiale, di pace e di necessità di un dialogo che serri i ranghi (folli) del possibile scontro tra Usa, Corea del Nord, Giappone e appunto Sud Corea. Con un ultimo intervento lanciato da Seul, il neo presidente annuncia che prenderà in considerazioni l’invio di un diplomatico-inviato speciale a Pyongyang ad un’unica condizione: «la Corea del Nord deve mettere fine alle provocazioni». Moon ha spiegato infatti che il dialogo tra le due Coree può esserci solo se finiscono, come chiede anche l’Onu, i test nucleari e missilistici. «Nessuna guerra ci sarà sulla Penisola», con messaggio diretto sia a Pyongyang che agli stessi Usa, “avvisati” di non poter prendere azioni militari senza consenso di Seul. 

È LA RUSSIA L’INTERMEDIARIO GIUSTO?

Il vento di terza guerra mondiale non si ferma, nonostante sia passata un’altra giornata ieri di stallo e di mosse diplomatiche per “assestarsi” nei complessi scenari geo-politici tra Usa, Corea del Nord, Cina, Giappone, Corea del Sud e addirittura anche la Russia. L’aspetto “globale” dello scontro, nato attorno alle intemperanze di Pyongyang, prosegue su tutta la linea anche se ormai dalle varie parti interessate è sorta un’unica e costante voce: “dialogo”. La diplomazia potrebbe concludere nei prossimi mesi un’idea di accordo per scongiurare lo scontro mondiale e dalle ultime novità che emergono da un articolo del Financial Times apparso ieri, sia Corea del Nord che Usa punterebbero alla Russia di Putin come possibile intermediario e non alla Cina di Xi Jinping. «È evidente che gli USA stanno verificando l’accesso della Russia alla Corea del Nord, e la sua influenza sul paese. Tra marzo e aprile il segretario di stato Rex Tillerson ha verificato l’accesso all’influenza della Cina e ora tenterà lo stesso con la Russia», riportano le fonti del FT. Trump è deluso dalla mancanza di “influenza” che Pechino ha esercitato, anche se negli ultimi giorni l’appoggio alle sanzioni ha fatto recuperare “visibilità” alla Cina.

Ma è Mosca per prima a non essere pienamente convinta della possibilità di essere un mediatore “apprezzato” dal regime di Kim Jong-un, almeno così la pensa Andrey Sukhinin, ex ambasciatore della Russia a Pyongyang, raggiunto da Sputnik News. «La Corea del Nord ha già ridotto le sue aspettative nei nostri confronti. Almeno non ci accuseranno e non ci attaccheranno con retorica aggressiva. Tuttavia nelle ultime sue dichiarazioni la Corea del Nord ha criticato la Russia per aver sostenuto le sanzioni USA». Il mistero si fa sempre più teso, ma è ormai chiaro a tutti che l’unico bandolo della matassa da inseguire è il giusto mediatore per un accordo, tutte le altre strade sono impervie, pericolose e porterebbero all’utilizzo di armi nucleari.

CINA-RUSSIA: “BASTA TENSIONI A PYONGYANG”

In un vertice telefonico tra il Ministro degli esteri cinese, Wang Yi, e il suo omologo russo, Sergey Lavrov, il tema centrale è stato ancora una volta la possibile guerra mondiale che potrebbe scatenarsi con lo scontro tra Usa e Corea del Nord. Secondo quanto riporta la Cnn stamani, i due diplomatici di Russia e Cina hanno concordato sull’assoluta necessità di raffreddare le tensioni prima di uno scoppio reale di un conflitto che farebbe male a tutti. «Il ministro degli Esteri cinese Wang Yi ha dichiarato che la soluzione del problema nucleare nella penisola coreana è nell’interesse di tutti i soggetti, tra cui Cina e Russia», spiega il network Usa. Il rappresentante del governo di Pechino ha accettato di coordinare personalmente la questione nucleare, provando a lavorare insieme a tutti gli attori protagonisti per evitare quella definita “crisi d’agosto” che susciterebbe una guerra di fatto mondiale. «I ministri hanno sottolineato che non esiste alternativa a un accordo politico e diplomatico», fanno sapere le ambascerie di Cina e Russia, preoccupati dello svolgersi di scontri e provocazioni tra Trump e Kim Jong-un.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

I commenti dei lettori