BRUNO GULOTTA/ Chi è l’italiano di Tom’s Hardware morto nell’attentato di Barcellona sulle Ramblas

- Niccolò Magnani

Bruno Gulotta, chi è la prima vittima italiana nell’attentato di Barcellona sulle Ramblas. Lavorava per Tom’s Hardware: investito dal furgone mentre era con moglie Martina e i 2 figli

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Bruno Gulotta, prima vittima italiana a Barcellona (Facebook)

Purtroppo c’è una vittima italiana tra i 13 morti nell’orrendo attentato di Barcellona sulle Ramlas in pieno centro storico: il furgone ha travolto anche lui, Bruno Gulotta, esperto informatico e responsabile marketing e vendite della rivista hi-tech Tom’s Hardware. A dare la conferma – finora manca ancora quella ufficiale della Farnesina, qui sotto spieghiamo il perché – sono stati la moglie Martina, il direttore della rivista Bruno Pino e il sindaco di Legnano Giambattista Fratus, poco fa in una conferenza stampa dal comune nel Varesotto dove viveva e lavorava il giovane Gulotta. Si trovava purtroppo a Barcellona per delle meritate ferie estive, con la moglie Martina e con i due figli piccoli, Alessandro e Aria, e ieri alle ore 17 poco prima della corsa folle del furgone sulla Rambla de Canaletes l’intera famiglia stava passeggiando ignara in una delle strade più belle del mondo. Poi il buio, la corsa a zig zag del furgone lanciato per compiere l’attentato terroristico poi rivendicato dall’Isis, per uccidere quante più persone possibili: Bruno è rimasto colpito e pare sia morto sul colpo, anche se la conferma ancora manca. Ecco il racconto terribile fatto dalla moglie Martina al collega di Bruno Gulotta, Andrea Ferrario (caporedattore del sito di Tom’s Hardware, raggiunto da Repubblica): «Lei portava in braccio la figlia Aria, 7 mesi, in un marsupio agganciato al busto. Bruno la precedeva tenendo per mano l’altro figlio. Alessandro, 5 anni, che fra pochi mesi andrà in prima elementare. La serena passeggiata familiare si è trasformata ben presto in incubo. Bruno Gulotta sarebbe stato uno dei primi ad essere travolto dal furgone guidato dal terrorista. E la compagna avrebbe fatto solo in tempo a tirar via il bambino che il padre teneva per mano trascinandolo lontano dalla traiettoria del mezzo».

MANCA LA CONFERMA UFFICIALE DELLA FARNESINA

Abbiamo aspettato qualche ora in più del dovuto per dare questa notizia con certezza perché la Farnesina ancora non ha dato una conferma reale della morte di Bruno Gulotta. Poi una volta sentite le dichiarazioni della moglie Martina, sotto choc, quelle del direttore della testata Tom’s Hardware in diretta su Rai News24 e anche quelle del sindaco di Legnano, abbiamo deciso di pubblicare la notizia della morte con la vivissima speranza di venire smentiti. Ma purtroppo, tale speranza, sembra davvero essere ridotta allo 0%. In questi casi giustamente il Ministero degli Esteri deve contattare le autorità spagnole e catalane – e proprio questo duplice passaggio rende tutto più lento – recuperare la salma nell’ospedale di Barcellona e avvisare poi i famigliari. Il capo dell’unità di crisi della Farnesina poco fa in diretta tv nazionale ha spiegato che il nome della vittima ancora non la fa ma “tutto va nella direzione della conferma dei nomi fatti dai media in queste ore”. Gulotta dunque sarebbe quella vittima, anche se circolano voci su una seconda vittima che ancora deve essere identificata: la strage permane, il dolore per le perdite umane è altissimo, come ha spiegato in un lungo ricordo su Tom’s Hardware chi conosceva molto bene il giovane Bruno Gulotta. «È una tragedia che ci colpisce sotto tanti aspetti, uno più drammatico dell’altro. Ci immedesimiamo nella compagna Martina, che con la forza di una giovane mamma si troverà davanti prove che nessuno dovrebbe mai sostenere. Ci mettiamo nei panni del piccolo Alessandro, che si prepara a iniziare le scuole elementari con la consapevolezza che la vita sua e della famiglia non sarà più la stessa. E poi pensiamo alla piccola Aria, che non ha negli occhi la scena tremenda ma che non conoscerà mai il suo papà».



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