MICAELA E I TRE FIGLI TRANS/ Video, le ‘nuove’ figlie: “nostra madre è speciale e ci ama anche così”

- Niccolò Magnani

Micaela e la storia dei tre figli trans: video, da Los Angeles l’incredibile vicenda di tre ragazzi che hanno voluto diventare donna. “Nostra madre è speciale e ci ha accettato così”

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Coppia trans con figlio
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Durante una trasmissione andata in onda negli Stati Uniti la storia di Micaela e dei suoi tre figli raccontata è divenuta subito virale. Perché? Semplice, quei tra figlie ora… sono tutti donne! L’incredibile storia dei tre figli trans ha fatto il giro di mezzo mondo, divenendo subito un “manifesto” per tutte le comunità LGBTQI mondiali che nella storia della messicana Micaela Albarran vedono un simbolo e un’ispirazione. La storia è stata raccontata da “Un nuevo dia”, e ha impressionato subito gli spettatori: messicana, vive con le sue figlie a Los Angeles. E le ama incondizionatamente: «Sì, è stata una notizia forte quando ho capito di avere tre figli trans, ma le amo, amo tutto di loro e amo anche questo desiderio: sono la mia vita», ha raccontato mamma Micaela (traduzione da Gay.it). Ovviamente i tre figli trans non possono che essere legati, come ogni persona, all’amore della propria madre, con un significato “in più” per aver accettato, pur con alcune fatiche iniziali, la singolarissima situazione del loro cambiamento estetico e intimo. «Io sono io, sono felice così e con questo corpo, mia madre è una donna speciale», racconta il figlio più piccolo che per ultimo ha affrontate l’operazione e il cambio di sesso.

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IL VIDEO DELL’INCREDIBILE STORIA DA LOS ANGELES

Nel video si vedono le tre figlie trans abbracciare la propria madre: una bella e commovente scena che spiega come l’amore per una madre può avvenire sempre, compresa l’accettazione di quello che si è diventati, a prescindere da ogni giudizio e posizione. Su questo l’amore è insindacabile, e chiunque si sia ritrovato in una condizione di sentirsi giudicato e attaccato dal mondo sa quanto vale quell’abbraccio e sorriso di chi ancora ci vuole bene. Questo però, a nostro parere, non toglie che l’intera vicenda ha dei contorni quantomeno incredibili che narrano una realtà odierna con sempre meno certezze e sempre più desideri reconditi che “diventano” diritti. Infatti, sullo sfondo del racconto di questa storia come di tante altre che si vedono tutti i giorni con a tema la comunità LGBTQI, vi è l’ormai “assodata” conseguenza: «non si può giudicare una cosi bella storia, si può solo che ammirare e sostenere contro ogni discriminazione». Ormai non si può più dire nulla “contro” visto che a livello mediatico saresti subito tacciato, come minimo, dall’omofobo in giù con tutti i rischi del caso che ben sappiamo: ma raccontare la realtà significa raccontarla tentativamente tutta. E nella storia di Micaela ci sono tanti scenari: l’amore di tre figli per la propria madre che non li condanna e li accoglie tutti i giorni, amandoli come persone quali sono, senza discriminazioni e senza remore. E poi l’altrettanto presente condizione davvero enigmatica di tre ragazzi fratelli che per motivi diversi e personali non “si sentono uomini” e decidono di farsi operare per dare seguito al loro “sentirsi donne” e solo ora in pace con il proprio corpo. Di contro, l’offesa e la discriminazione sono da eliminare a prescindere, ma diversa cosa è sollevare perplessità su una realtà che deve a tutti i costi “giustificare” la scelta di un desiderio, legittimo e personale, a divenire un “diritto”. Oggi questo è messo a rischio: deve sempre vincere il politicamente corretto, ma così si rischia di non guardare tutta la realtà. E gli uomini tutti, donne, trans, maschi, gay o quant’altro per vivere hanno bisogno tutti della realtà fin nelle sue più profonde radici.



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