SPARI CONTRO PESCHERECCIO ITALIANO/ Mazara del Vallo, motovedetta tunisina tenta il sequestro

- Niccolò Magnani

Spari contro peschereccio italiano di Mazara del Vallo: motovedetta tunisina tenta il sequestro, è il secondo allarme in 10 giorni. La denuncia dell’agguato in acque internazionali

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Spari contro peschereccio italiano (LaPresse)
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Purtroppo ci risiamo: nel Mar Mediterraneo dell’emergenza migranti non c’è davvero pace. Nuovi spari da una motovedetta tunisina contro un peschereccio italiano di Mazara del Vallo mentre si trovava, ancora una volta come una settimana fa, in acque internazionali. Il peschereccio Aliseo ha denunciato questa mattina il fatto del tentato sequestro da parte di una motovedetta proveniente dalla Tunisia, con l’equipaggio italiano spaventato per gli spari lanciato contro il peschereccio all’improvviso: «Il nostro peschereccio, che a bordo ha 11 uomini di nazionalità mista – dice Manuel Giacalone, armatore del peschereccio – come dimostrano i tracciati del blue box si trovava in acque internazionali quando è stato preso d’assalto dalla motovedetta tunisina dalla quale sono stati sparati colpi di arma da fuoco». Come riporta il Tg Com24, lo scorso 2 agosto l’equipaggio dell’Aliseo lanciò l’allarme per il tentativo di abbordaggio da parte di una motovedetta tunisina del peschereccio mazarese Anna Madre che si trovava a poca distanza. La situazione migranti e l’aggressione delle complesse autorità nordafricane contro le navi nel Mediterraneo è sempre più un’emergenza che non può essere tralasciata: nelle prossime ore il Governo italiano chiederà ufficialmente conto alla Tunisia di quanto successo per capire i motivi reali dietro il tentato sequestro in acque libere e internazionali.

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L’ARMATORE, “DUE ATTACCHI IN 10 GIORNI”

In esclusiva a Tg Com24 ha parlato l’armatore del peschereccio attaccato e si è detto fortemente preoccupato: «Le modalità ci preoccupano molto – continua Giampiero Giacalone – perché non ne capiamo i motivi. Dopo tre generazioni vogliono toglierci il primato di Mazara capitale della pesca? Noi da tempo cerchiamo di far sopravvivere questa fama», si chiede l’armatore dell’Aliseo. «In dieci giorni spari e tentativi di sequestro agli unici due pescherecci italiani che stanno pescando in zona, siamo preoccupati». A quel punto, oggi come lo scorso 2 agosto, i pescherecci italiani si sono allontanati avvertendo le Autorità della Marina italiana: « Solo quando l’elicottero della Marina ha sorvolato l’Aliseo, i tunisini hanno desistito dall’obiettivo di sequestrarlo». La paura resta tanta e per Giacalone il rischio può non valere “la candela”: «La nostra marineria subisce attacchi in acque internazionali da oltre trent’anni. I danni economici sono enormi così come quelli psicologici e sociali, tanto che sto seriamente valutando, dopo quattro generazioni, di fare altro».

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