Campi Flegrei/ Terremoto Ischia, eruzione vulcanica in arrivo? Gli esperti dicono…

- Dario D'Angelo

Campi Flegrei: il terremoto che ha colpito l’isola di Ischia sarebbe di origine vulcanica. C’è un collegamento con la caldera dei Campi Flegrei? Si rischia un’eruzione devastante?

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Campi Flegrei (Foto da Agorà)

Dopo il terremoto di Ischia che ha raso al suolo diverse abitazioni di Casamicciola, il pensiero di tanti osservatori è corso subito ai residenti nella zona dei Campi Flegrei. Chi abita quelle aree è al sicuro? A tentare di fare chiarezza e riportare la calma su una questione che da anni tiene in apprensione i cittadini è stato Gianluca Valensise, sismologo e dirigente di ricerca dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv), ascoltato da La Repubblica. Alla domanda se il sisma potrebbe risvegliare il Vesuvio o il supervulcano dei Campi Flegrei, l’esperto ha così risposto:”No, i tre sistemi vulcanici dell’area, Ischia, Vesuvio e Campi Flegrei, sono considerati indipendenti l’uno dall’altro. Non ci aspettiamo nulla del genere”. Insomma, secondo i sismologi, non ci sono evidenze tali da far pensare che il terremoto di Ischia crei scompensi tali nel sottosuolo da causare una prossima e devastante eruzione ai Campi Flegrei. 

PAURA PER UN’EREZIONE VULCANICA

Il terremoto di magnitudo 4.0 sulla scala Richter che ha colpito l’isola d’Ischia è stato definito di origine vulcanica, una classe sismica ancora più difficile da prevedere rispetto a quella tettonica. E il pensiero non può non andare ai Campi Flegrei, il complesso in cui risiede uno dei vulcani potenzialmente più violenti del nostro Pianeta. La scossa che ha distrutto Casamicciola è in grado di ridestare il vulcano dormiente? Partiamo dai dati e dalla storia. L’eruzione più violenta risale al 1538, quando l’esplosione di magma fece risollevare la porzione di suolo sotto Pozzuoli di ben 19 metri. Un recente studio, pubblicato su Nature Communications, aveva evidenziato come il vulcano stesse per entrare nella cosidetta “fase critica”, durante la quale sarebbero potuti diventare più intensi, e dunque più pericolosi, i fenomeni sismici e di sollevamento del suolo. La ricerca, condotta dall’Osservatorio Vesuviano dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia di Napoli e dalla University College di Londra, potrebbe avere anticipato quello che è avvenuto ieri: si è arrivati troppo tardi?

LE PROSPETTIVE FUTURE

Ora che le previsioni dei ricercatori si sono parzialmente avverate, con un terremoto devastante sull’Isola d’Ischia, il panico di chi vive ai Campi Flegrei è che anche la seconda parte dello studio, quello inerente una prossima eruzione vulcanica, possa verificarsi. Attualmente il livello d’allerta della zone è giallo, ma il rischio che i movimenti del sottosuolo provochino la rottura delle rocce creando le condizioni per un’eruzione è reale. A questo punto può essere utile rileggere le parole di Christopher Kilburn, autore della ricerca, riportate da Focus.it, che spiegava le prospettive dei Campi Flegrei in questi termini: “Nessuno in questo momento sa quando il periodo di deformazione a lungo termine porterà ad una eruzione, ma certamente questo modello spiega quelle che accadde al vulcano Rabaul in Papua Nuova Guinea, un vulcano molto simile ai Campi Flegrei, che eruttò nel 1994 dopo un periodo durante il quale si ebbe un episodio di deformazione della crosta non particolarmente intenso, circa una decina di centimetri, in un’area però che negli anni precedenti aveva accumulato alcuni metri di sollevamento”.

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