VACCINO CONTRO LA XENOFOBIA/ Lo studio: “somministrando ossitocina i migranti si accettano volentieri”

- Niccolò Magnani

Drogati di ossitocina per accogliere i migranti? Lo studio choc arriva da Bonn (Germania): ormone dell’amore per cancellare la xenofobia. Polemiche sul titolo La Verità, ecco cosa è successo

immigrazione_migranti_clandestini_sbarchi_1_lapresse_2017
LaPresse
Pubblicità

«Vogliono drogarci con l’ossitocina per farci accogliere chi ci uccide». Altra benzina sul fuoco per chi vive l’emergenza migranti e le recenti stragi di Barcellona e Cambrils. Tutto questo nasce da uno studio tedesco provato e testato dall’università di Bonn attraverso un “singolare” triplice esperimento compiuto sul tema dell’immigrazione e della xenofobia. Lo spiega Francesco Borgonovo de La Verità: «un gruppo di ricercatori dell’Università di Bonn ritiene possibile contrastare la xenofobia grazie alla scoperta per cui sarà possibile guarire da ogni forma di diffidenza verso gli stranieri, sopprimendo qualunque tendenza contraria all’accoglienza dei migranti. Come? Grazie al combinato disposto di droga e rieducazione». Probabilmente l’ironia intende attaccare lo studio tedesco che vuole a tutti i costi “rieducare” la popolazione europea per poter accettare lo sbarco dei migranti, ma a noi interessa prima di tutto capire da dove e come nasca questo bizzarro studio. Lo studio, pubblicato su una rivista scientifica statunitense, dimostra che la somministrazione dell’ormone, unita a un po’ d’indottrinamento, toglie la diffidenza verso gli immigrati: «È la soluzione contro la xenofobia» è la conclusione del dottor René Hurlemann.

Pubblicità

LO STUDIO DELLA DISCORDIA: IN COSA CONSISTE?

Ma in che cosa consiste l’intero studio tedesco? In pratica è avvenuto un triplice esperimento: partendo dalla difficile accettazione del popolo tedesco per tutte le recenti ondate migratorie, c’è una urgente necessità per favorire l’integrazione sociale dei rifugiato nelle società europee. Come? «Sono stati presi 183 soggetti tedeschi caucasici e ciascuno di loro è stato fatto sedere davanti ad un computer su cui scorrevano le schede di 50 persone in difficoltà e bisognose di un aiuto economico». Ad ognuno poi venivano dati 50 euro con i quali si poteva scegliere di donare ai vari bisognosi: la modalità era libera, quindi si poteva dare da un euro a ciascuno fino a 50 ad una sola persona, finanche tenersi alcuni soldi per sé e alcuni darli in donazione. Ebbene, nel primo caso il risultato vede un 30% di somme donate, con il 19% dato agli immigrati in più rispetto ai poveri tedeschi. Nel secondo gruppo di “cavie” invece, sempre tutti tedeschi, è stata proposta la medesima operazione con un dettaglio in più: a metà dei partecipanti è stata somministrata tramite spray nasale una sostanza come l’ossitocina (conosciuto come l’ormone dell’amore).

Pubblicità

Ebbene quella sostanza contrasta l’ansia e lo stress e “invita alla felicità”: al netto di ogni considerazione che si possa fare sulla veridicità o meno della simbiosi “sostanze chimiche = effetti sul comportamento umano”, il risultato ha visto raddoppiare le donazioni dei teste a favore dei bisognosi. Ma rimaneva un “problema” visto che l’ossitocina, come spiega ancora il quotidiano La Verità, funzionava solo con chi era già favorevole al tema delle migrazioni (come descritto nella domane e test pre-esperimento in un questionario preliminare): dunque è stato posto un terzo esperimento, con l’ossitona data a tutti e con l’aggiunta di una premessa fatta alla nuova ondata di “cavie”. «Veniva detto loro quanti soldi in media erano stati donati dai teste precedenti». Lo studio si conclude con le dichiarazioni della dottoressa proponente, sempre Hurlemann, che spiega come «nelle giuste circostanze l’ossitona può aiutare a promuovere l’accettazione e l’integrazione degli immigrati nelle culture occidentali». Un lavaggio del cervello? Un complotto per favorire l’arrivo dei migranti? O una ricerca “strampalata” che servirà a fare discutere sui social, e magari a far ottenere qualche finanziamento in più all’università di Bonn? Ai posteri l’ardua “ossito-sentenza”…

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Pubblicità

I commenti dei lettori