GIORNALISTA SVEDESE SCOMPARSA/ Kim Wall, corpo decapitato: appartengono a lei i resti trovati in mare

- Emanuela Longo

Giornalista svedese scomparsa, Kim Wall: trovato il corpo in mare, decapitato e senza arti. Il creatore del sommergibile accusato di omicidio colposo.

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Kim Wall (Facebook)

Kim Wall, giornalista svedese, era misteriosamente scomparsa lo scorso 10 agosto dopo un viaggio sul sottomarino nelle acque di Copenhagen. La 30enne era intenzionata a scrivere un reportage sul prototipo del bestione di 40 tonnellate in cui era salita, ma qualcosa sarebbe andato storto. Così tanto che, come riporta oggi il quotidiano La Stampa nella sua versione online, i resti rinvenuti nelle acqua a largo di Copenaghen sarebbero proprio quelli della giornalista. A confermarlo è stata la polizia danese tramite il social network Twitter asserendo la piena corrispondenza tra il Dna della 30enne ed il busto della donna trovato lo scorso lunedì, privo di braccia, gambe e testa. Stando a quanto sostenuto dalle autorità, gli arti le sarebbero stati amputati deliberatamente facendo così accrescere ancora di più il giallo attorno ad una storia che sin dall’inizio è apparsa ricca di ombre.

CREATORE DEL SOMMERGIBILE ACCUSATO DI OMICIDIO

Non era da sola Kim, a bordo del sottomarino. Insieme a lei anche il suo creatore, Peter Madsen, padre dell’imbarcazione Nautilus UC3 venuta alla luce grazie al crowdfunding. Ora l’uomo è stato accusato di omicidio colposo poiché lo stesso avrebbe ammesso quanto avvenuto nel sottomarino. La giornalista sarebbe morta a causa di un incidente e successivamente Madsen ha ammesso di averla “sepolta” in mare. Un giallo che però è caratterizzato ancora da molti elementi poco chiari e attorno al quale procedono le indagini della polizia. Dopo essere sparita misteriosamente a bordo del sottomarino, era stato il compagno di Kim ad allertare la polizia non riuscendo a mettersi in contatto con il creatore del mezzo. Peter sarebbe ricomparso solo qualche tempo dopo, mostrandosi tranquillo ed asserendo di aver avuto qualche problema tecnico ma nulla degno di nota. Poco dopo il sommergibile si inabissa e Madsen viene tratto in salvo da una barca dei soccorsi. “Non era a bordo, l’ho lasciata su un’isoletta vicino Copenhagen dopo l’intervista”, ha ammesso riferendosi alla giornalista. Anche dopo il recupero di Nautilus era emersa la verità su Kim Wall, ma a distanza di 10 giorni, l’epilogo drammatico.



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