Santa Rosa da Lima/ Santo del giorno, il 23 agosto si celebra la donna dei ”doni di grazia”

- Matteo Fantozzi

Santa Rosa da Lima, si celebra oggi una donna in grado di realizzare miracoli. Una commissione di sacerdoti e fisici giudicarono questi come effettivi ”doni di grazia”. (23 agosto)

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Il giorno 23 agosto la Chiesa Cattolica commemora Santa Rosa da Lima, Santa e Vergine. Rosa (il cui vero nome è Isabella) nacque a Lima il 20 aprile 1586 da Gaspar de Flores, che era immigrato da Porto Rico nel 1548, e da Maria de Oliva. Una signora indiana, colpita dalla bellezza di Isabella, dichiarò che ella era “come una rosa” e, dal quel momento, la bimba venne chiamata proprio col nome del fiore al quale era stata paragonata. Ricevette la cresima dall’arcivescovo di Lima, San Turibio di Mongrovejo, e da quel momento aggiunse “de Santa Maria” al suo nome. Da adolescente scelse come modello Santa Caterina da Siena, che aveva conosciuto grazie alla lettura de “La Vita” di Raimondo di Capua. Rosa aveva esperienza non solo di estati mistiche ma anche di stigmate e di altre sofferenze che Caterina indicava chiaramente come segni visibili di una sofferenza interiore. Forse per imitazione della Santa ispiratrice o forse proprio a causa dei crescenti turbamenti, Rosa sviluppò una forma acuta di bulimia e iniziò a praticare l’auto-flagellazione sia come segno di devozione totale a Dio, sia come mezzo per scacciare il “pericolo” di un fidanzamento.

I parenti e gli amici la deridevano, ma queste reazioni rafforzarono ancor più le inclinazioni della ragazza al punto da indurla a fare voto di verginità perpetua e, come Caterina da Siena, divenire una terziaria domenicana. Un giorno sua madre le mise una ghirlanda di fiori sul capo per renderla più attraente, ma Rosa prese uno dei fermagli e se lo piantò in testa tanto profondamente da non riuscire più a togliere la coroncina di fiori. La vocazione di Rosa venne molto osteggiata dai genitori che, per dieci anni, tentarono invano di imporle un matrimonio. La giovane viveva in casa con la famiglia ma si era costruita un eremo in giardino, fatto di assi rotte e marce. Passava quasi tutto il tempo in completa solitudine e amava unirsi agli uccellini e agli insetti, cantando assieme a loro. Le continue critiche da parte di parenti e amici la fecero cadere in una profonda depressione e, per ritrovare la forza di percorrere la strada che la conduceva a Dio, organizzò in una stanza della casa una piccola infermeria, dove si prendeva cura dei bambini abbandonati e di persone anziane malate. Trascorse il suo ultimo anno di vita nella casa di Gonzalo de Massa, un ufficiale del governo, e della moglie, che le era amica. Rosa morì il 24 agosto 1671, all’età di 31 anni.

GLI EVENTI MIRACOLOSI

Alcune persone parlarono di eventi miracolosi avvenuti mentre la giovane era in vita e subito dopo la sua morte. Ancora vivente, venne esaminata da una commissione di sacerdoti e fisici che giudicarono le sue esperienze mistiche come effettivi “doni di grazia”. Dopo la sua morte, capitolo, senato e tutte le corporazioni più rispettabili di Lima accompagnarono il suo corpo al luogo della sepoltura, dove trovarono un’enorme folla che attendeva le spoglie di quella che era già considerata una Santa. Rosa fu seppellita in un chiostro della chiesa di San Domenico, nella cui cripta sono tutt’ora conservati i suoi resti. Rosa da Lima venne beatificata da Papa Clemente IX nel 1668 e canonizzata da Papa Clemente X il 12 aprile 1671. E’ la prima santa canonizzata del Nuovo Mondo ed è patrona del Perù, di tutta l’America meridionale, delle Indie e delle Filippine. E’ invocata come protettrice di fiorai e giardinieri, contro le eruzioni vulcaniche e anche in caso di ferite o per la soluzione di litigi famigliari.

GLI ALTRI SANTI DEL GIORNO

Il giorno 23 agosto si ricordano, tra gli altri, i Santi Claudio, Asterio e Neone, Sant’ Antonio di Gerace, Santi Ciriaco, Massimo, Archelao e compagni, San Zaccheo Vescovo di Gerusalemme, San Moderato Vescovo di Verona, Santi Ireneo e Abbondio. Inoltre, si commemorano i Beati Antonio l’Etiope, Costantino Carbonell Sempere, Pietro Gelambert Amer e Raimondo Grimaltos Monllor, Martiri Gesuiti.

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