TAGLIATA IN DUE DALL’ASCENSORE/ Aveva appena partorito: la figlia si salva per caso

- Dario D'Angelo

Tagliata in due dall’ascensore: Rocío Cortés Núñez, 25enne di Dos Hermanas, vicino a Siviglia, è morta dopo aver dato alla luce la propria figlia, tranciata a metà mentre era sulla barella.

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Carabinieri (LaPresse)

Quella di Rocío Cortés Núñez, 25enne di Dos Hermanas, sembra una storia da film dell’orrore. E dire che la domenica in cui è morta, tagliata in due dall’ascensore dell’ospedale Valme di Siviglia, fino alle 11 di mattina, ora in cui aveva dato alla luce la terza figlia, sembrava una delle giornate più belle della sua vita. La gioia del parto, la voglia di tornare a casa di lì a poco con il marito, dopo 9 mesi ad aspettare “quel giorno”. Peccato che la realtà abbia superato la fantasia, ma lo abbia fatto nel peggiore dei modi: perché nessuno avrebbe mai potuto immaginare che Rocío quel giorno avrebbe perso la vita perché tranciata in due da un ascensore. Lei era distesa sulla barella, la stavano trasferendo dalla sala parto alla sua camera: era tutto finito, il peggio passato. Invece no: all’improvviso un malfunzionamento dell’ascensore ha fatto sì che le porte la schiacciassero, quando ancora la barella non era entrata del tutto. Inutile il tentativo del personale sanitario e dei vigili del fuoco di salvarla: per liberare il cadavere sono servite due ore. Una domenica di gioia trasformata in un film dell’orrore.

LA FIGLIA SALVA PER CASO

Il marito di Rocío Cortés Núñez fatica a credere che la propria moglie sia morta tranciata dall’ascensore, ma deve ritenersi “fortunato” che la stessa sorte non sia capitata alla figlia neonata. Come riporta Il Messaggero, infatti, la bambina era stata trasferita dall’ospedale Valme al Virgen del Rocio per una complicazione cardiaca (cui adesso sta rispondendo bene, ndr):”Quel problema cardiaco potrebbe averle salvato la vita – hanno spiegato alcuni parenti – perché normalmente i neonati vengono messi sul seno della madre: se non l’avessero portata in un altro ospedale avrebbe potuto subire la stessa sorte della mamma“.  Il direttore dell’ospedale, Silvia Calzon, ha già aperto un’indagine interna, mentre una ufficiale è stata aperta dalla magistratura. La dirigente della struttura sanitaria ha incontrato l’azienda che si occupa degli ascensori, la famiglia della vittima e il portantino che la stava accompagnando in barella. Dai primi riscontri pare che l’impianto fosse stato controllato il 12 agosto, ma alcuni amici di Rocío riferiscono di precedenti malfunzionamenti durante il mese scorso. Nel frattempo il racconto del marito, José Gaspar, è letteralmente straziante:”Ho sentito un colpo forte. Questa vicenda non può finire così: oggi è toccato a lei, ma domani potrebbe capitare a un’altra persona. Questa tragedia non può restare impunita. Mi sento distrutto, sono un relitto“.

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