POLLO MORTALE/ Va in coma dopo il primo morso: ecco perchè

- Paolo Vites

Una donna sofferente di allergia alle arachidi è rimasta colpita da un rarissimo choc anafilattico mentre mangiava del pollo, adesso è disabile completa

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Immagine di repertorio (Pixabay)

Aveva sempre vissuto con una siringa carica di adrenalina con sé, pronta all’uso. Era infatti vittima di una rara allergia, quella alle arachidi, in caso ne mangiasse inavvertitamente poteva così evitare uno shock anafilattico che può condurre anche alla morte. Per Amy May Sheat, una donna inglese, produttrice di un programma televisivo, una vita piena di impegni e amici, la vita era sempre andata avanti così, nessun problema fino a quando nell’aprile 2014 decide di fare un weekend a a Budapest. Con alcuni amici si recano in un ristorante, ordina del pollo avvertendo più volte della sua allergia. Le dicono di non preoccuparsi invece al primo morso ecco lo shock anafilattico: il cuore si ferma, arresto cardiaco per sei lunghi minuti. Le amiche le fanno ben due punture di adrenalina, ma quei sei minuti senza ossigeno al cervello sono troppi.

Nel pollo, incredibilmente, c’erano tracce di noccioline all’insaputa anche dei camerieri. Come possano essere finiti nella carne resta un mistero e getta ombre sulla cucina di quel ristorante, evidentemente non funzionante in maniera igienica. Rimasugli di altri piatti rimasti nel condimento. Viene portata in ospedale dove viene indotto lo stato di coma per tre settimane. Secondo i medici ha scarse possibilità di sopravvivere. Ma invece non muore, torna in Inghilterra per la riabilitazione, nessun risarcimento da parte del ristorante nonostante la richiesta dei legali della famiglia.

Tre anni dopo Amy è una donna distrutta: sedia a rotelle, non può parlare, riesce a fare solo pochi movimenti con gambe e braccia. Cerca di interagire con gli altri per quanto le è possibile, ma non gode di alcuna autonomia fisica. I genitori hanno aperto una richiesta di fondi per sostenerla, e si occupano di avvertire del pericolo che questo tipo di allergie procurano. Ma il caso della giovane inglese dimostra che è impossibile essere sempre al sicuro, basta niente per cadere nello shock. Bastano infatti anche tracce minime per colpire chi soffre di allergia a un dato alimento. Non sempre si arriva fortunatamente a casi come quello di Amy, che sono molto rari,  ma, spiegano gli specialisti, l’adrenalina può non essere sufficiente e ogni secondo è prezioso. 



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