Sant’Alessandro martire/ Santo del giorno, patrono di Bergamo si celebra il 26 agosto: agiografia alternativa

- Matteo Fantozzi

Sant’Alessandro Martire, si celebra oggi il patrono di Bergamo e protettore di uomini. Amatissimo nella città lombarda, la diocesi gli ha dedicato numerose chiese. (26 agosto 2017)

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L’intera storia di sant’Alessandro è oscura, oltre che mal documentata. C’è un’ipotesi che tende quasi a identificare il martire con uno di quelli dell’Anauna. Potrebbe trattarsi allora di Alessandro compagno di Sisinnio e Martirio, originari della Cappadocia e inviatid al vescovo Ambrogio da Milano per evangelizzare la regione dell’Anaunia su richiesca del vescovo di Trento. I pagani locali però li uccisero brutalmente, per questo sono venerati come santi e martiri dalla Chiesa cattolica. Il collegamento tra sant’Alessandro di Bergamo e quello dell’Anaunia potrebbe spiegare la presenza tra i colli che costituiscono l’attuale Bergamo alta di uno che è detto San Vigilio vescovo e di un’omonima chiesa a lui dedicata. Un mistero destinato a restare tale. La Chiesa cattolica dunque ricorda sant’Alessandro il 26 agosto con un elogio breve nel Martirologio Romano: «A Bergamo, sant’Alessandro, martire». (agg. di Silvana Palazzo)

I GIGLI COME SIMBOLO

Si celebra oggi, 26 agosto, la festa cristiana dedicata a Sant’Alessandro, il martire di Bergamo che divenne martire pur di non rinnegare la propria fede. Spesso raffigurato con un giglio bianco, si pensa che questo simbolo abbia a che vedere con il vessillo della legione tebana di cui faceva parte lo stesso santo. Secondo la tradizione, però, c’è un altro motivo che fa identificare Alessandro con il giglio. Sembra infatti che una volta morto, a rinvenire le sue spoglie nel podere di proprietà della sua famiglia sia stata la nobildonna Grata. La Santa, alcuni giorni dopo la decapitazione pubblica di Sant’Alessandro, trovò i suoi resti in corrispondenza di alcuni gigli, cresciuti laddove erano cadute alcune gocce del sangue del Martire. Ecco spiegato, dunque, uno dei motivi per cui la figura di Sant’Alessandro è sempre associata a quella del giglio. (agg. di Dario D’Angelo)

LA STORIA

Sant’Alessandro Martire, protettore di Bergamo, visse tra il III e il IV secolo. Viene identificato con un comandante romano di centuria a capo dei “triarii”, i soldati scelti. Fu perseguitato dall’imperatore Massimiano, torturato e ucciso per non aver mai voluto rinunciare alla propria fede cristiana. È raffigurato con un giglio bianco, vessillo della legione Tebana che secondo gli Atti del martirio sarebbe stata composta in prevalenza da soldati egiziani reclutati nelle vicinanze di Tebe. La legione Tebea era impiegata in Oriente, ma nel 301 d.C. fu spostata in Occidente per rintuzzare gli attacchi di Marcomanni e Quadi. Prima di sferrare la controffensiva, Massimiano Cesare ordinò ai legionari di compiere un sacrificio propiziatorio agli dei perseguitando gli abitanti cristiani delle Gallie. Il rifiuto dei legionari a compiere il massacro fu punito con lo sterminio dei soldati stessi ad Agaunum, l’odierna S. Moritz. Alessandro, Severino, Secondo, Cassio, e Licinio furono tra i pochi a salvarsi.

Trovarono rifugio nella vicina Italia, ma a Milano, Alessandro fu riconosciuto e imprigionato. Il carcere non lo piegò: ancora una volta si rifiutò di compiere atto di abiura, anzi, sembra che all’ordine dell’imperatore di rendere sacrificio alle divinità pagane, abbia risposto rompendo gli idoli. S. Alessandro, grazie all’aiuto di S. Fedele, riuscì a fuggire e si nascose a Como dove venne nuovamente catturato e ricondotto a Milano per essere giustiziato. Tuttavia, durante l’esecuzione della condanna, le braccia del boia si irrigidirono e S. Alessandro fu riportato in carcere. Una nuova fuga lo portò a Bergamo dove trovò riparo presso il principe Crotacio. Invece di nascondersi S. Alessandro iniziò un’intensa attività di predicazione e conversione. Nel 303 S. Alessandro fu catturato e decapitato pubblicamente il 26 agosto. Una matrona avrebbe sepolto il corpo in un suo podere dove successivamente sarebbe stata eretta la chiesa di Sant’Alessandro in Colonna. Il suo culto si sviluppò poco dopo la morte.

IL PATRONO DI BERGAMO

S. Alessandro è l’amatissimo patrono di Bergamo e la sua festa cade il 26 agosto. Il nome deriva dal greco e significa “protettore di uomini”, l’emblema è la palma. La diocesi di Bergamo ha dedicato numerose chiese a S. Alessandro: oltre al Duomo, si possono ammirare la chiesa di S. Maria Maggiore, S. Alessandro della Croce e S. Alessandro in Colonna. Ogni anno, dal 21 al 27 agosto, tutta la città è coinvolta nella tradizionale Festa di S. Alessandro. Quest’anno al centro delle commemorazioni c’è la “Speranza”: speranza di equità, giustizia e pace tra le diverse società civili e i differenti credi religiosi. Eventi, letture poetiche, spettacoli, convegni e visite guidate, come l’apertura notturna per la Torre del Gombito, animano la festa. La giornata del 25 agosto è dedicata alla preghiera, ma la sera in Duomo si terrà il concerto del trombettista Luca Aquino. Insieme ai musicisti della Jordanian National Orchestra, presenterà il progetto “Al Amal”, un ideale ponte musicale per unire Occidente e Oriente. Il 26 agosto il Vescovo celebrerà la messa solenne. Non manca l’enogastromonia con la degustazione della torta di S. Alessandro e il vino Valcalepio DOC.

GLI ALTRI SANTI CELEBRATI OGGI

Il 26 agosto si venerano anche Madonna di Czestochowa, S. Vittore, S. Anastasio di Salona, S. Eleuterio di Auxerre, S. Maria di Gesù Crocifisso, S. Gelasio, S. Giovanna Elisabetta Bichier des Ages, S. Massimiliano di Roma, S. Oronzo, S. Teresa di Gesù, S. Secondo e S. Simplicio. Tra i Beati: Beato Ambrogio da Benaguacil, Beato Felice Vivet Trabal, Beato Giacomo Retouret, Beato Giovanni da Caramola, Beata Lorenza, Beata Maria de los Angeles.

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