Don Andrea Contin/ La giustificazione: “ho sbagliato come uomo, non come prete non lascio l’abito”

- Niccolò Magnani

Don Andrea Contin, scandalo a luci rosse: “ho sbagliato come uomo, non come prete e parroco”. La storia e lo scandalo a luci rosse continuano, le decisioni del Vaticano e l’inchiesta penale

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Don Andrea Contin

Il lungo scandalo di Don Andrea Contin non accenna a diminuire: come abbiamo raccontato la scorsa settimana, il Vaticano è in attesa della chiusura delle indagini penali per poter dare decisione finale sul caso spinoso del prete accusato di violenza e favoreggiamento della prostituzione. Come ha scritto oggi il Mattino di Padova, Don Contin resta per ora ancora un sacerdote (anche se pesa su di lui la sospensione a divinis da febbraio scorso da parte del vescovo), almeno fino alla decisione ultimata della Curia di Roma: «Come uomo ho sicuramente sbagliato, ma non nel mio operato di parroco e prete» avrebbe riferito il prete un tempo responsabile della canonica di San Lazzaro, davanti alla proposta della stessa diocesi di Padova di dimettersi volontariamente da sacerdote. La difesa di Don Contin spinge sui suoi errori “come uomo”, ma che non sarebbe mai venuto meno all’esercizio del parroco: ovviamente anche su questo il Vaticano si dovrà pronunciare, in particolare la Congregazione del Clero che dovrà giudicare alla base degli atti ricevuti dalla Diocesi, completamente ostile all’operato scandaloso di Don Contin.

A BREVE LA CHIUSURA DELL’INCHIESTA

Ora Don Contin è di nuovo lontano dal Padovano in attesa degli sviluppi. Si trova in una comunità per seguire un percorso di recupero, ha riportato oggi il Mattino di Padova: intanto a breve è prevista la chiusura definitiva dell’inchiesta penale in mano al procuratore padovano Matteo Stuccilli e al pm Roberto Piccione. Don Andrea Contin, 48 anni, è indagato e accusato di iolenza privata e favoreggiamento della prostituzione dopo la denuncia di un’ex amante. Insieme a questa gravissima accusa per cui rischia anche la dimissione dallo stato clericale, ci sarebbero anche possibili altre contestazioni penali come la contabilità sospetta della casetta Michelino, il centro diurno per anziani, da lui creato e amministrato fino a dicembre, spiega sempre il quotidiano veneto. Per ora, in attesa della Congregazione vaticana, don Contin resta un sacerdote, lontano dai fedeli e da Padova, ma ancora in abiti clericali: la Diocesi di Padova ha invece perdonato un altro prete, ex cappellano della parrocchia di Don Contin, anche lui coinvolto nelle indagini a luci rosse. «Si trova in una comunità per seguire un percorso di recupero, invece, don Andrea Cavazzana, ex cappellano a San Lazzaro poi parroco a Carbonara di Rovolon, che aveva condiviso con il collega alcuni incontri a luci rosse». CLICCA QUI PER LE TAPPE DI TUTTA LA VICENDA DI DON ANDREA CONTIN



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