DELITTO DALLA CHIESA/ I retroscena tra P2, elementi deviati nelle istituzioni e mafia

- Fabio Belli

Generale Dalla Chiesa, i retroscena nel libro di Andrea Galli. Nuovi particolari sulla vita del prefetto di Palermo che perse la vita per un attentato mafioso

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Totò Riina (Foto da Wikipedia)

Come riportato dal Corriere della Sera, è uscito il nuovo libro sul generale Dalla Chiesa, intitolato semplicemente “Dalla Chiesa”, scritto da Andrea Galli. Sottotitolo impegnativo, “storia del Generale dei Carabinieri che sconfisse il terrorismo”, per un uomo che si sacrificò per la patria ma che non sempre ha avuto i riconoscimenti meritati, e che soprattutto non sempre ha ottenuto verità e giustizia per la tragica vicenda del suo assassinio. Sin da giovanissimo, nell’immediato dopoguerra, Dalla Chiesa ha toccato con mano in Sicilia le collusioni tra il potere politico e la mafia, ritrovandosi invischiati in inchieste che coinvolgevano Cosa Nostra, con tutto quello che ne conseguiva e che ha permesso all’allora Colonnello Dalla Chiesa di diventare un’autorità in merito di mafia e pubblica amministrazione, i cui rapporti erano intrecciati in maniera più stretta di quanto non si potesse immaginare. Si aprirà però un conto con Cosa Nostra, un filo che secondo Galli si chiuderà il 3 novembre del 1982.

LE INQUIETANTI SCOPERTE E LA LOGGIA P2

Sarà quello il giorno in cui, assieme alla moglie e alla Guardia del Corpo, il Generale Dalla Chiesa, nominato prefetto Palermo, sarà ucciso sotto i colpi di kalashnikov dei criminali mafiosi. Trentatré anni dopo la prima indagine a Corleone, con “Dalla Chiesa” di Andrea Galli che analizza in maniera completa la vita e la carriera di un indefesso servitore dello Stato. Il sottotitolo “storia del Generale dei Carabinieri che sconfisse il terrorismo” non viene certo utilizzato solamente per l’effetto, ma perché a metà degli anni Settanta il ruolo di Dalla Chiesa fu straordinario nella battaglia al Terrorismo Rosso, con le indagini dei suoi carabinieri che riuscirono praticamente a smantellare le Brigate Rosse, e soprattutto a mettere a nudo le peculiarità di un’organizzazione che si conoscono ancora oggi, a distanza di quarant’anni, proprio grazie all’attività investigativa del team del generale, che raggiunse il suo apice nel 1981, quando la stagione del terrorismo conobbe il suo definitivo declino.

I LEGAMI TRA LA MAFIA E ELEMENTI DELLO STATO

Una vittoria che costò però per Dalla Chiesa l’inizio di una battaglia nella quale, invece di essere mandato allo sbaraglio dallo Stato, avrebbe dovuto essere tutelato. Quella contro la mafia che non aveva mai dimenticato l’attività del giovane carabiniere, sin da quando mosse i suoi primi passi nel 1949. E’ stato in quel momento che Dalla Chiesa, come ricostruito nel libro di Andrea Galli, si trova di fronte agli inquietanti legami che spesso collegano le istituzioni al tessuto criminale. Particolari di cui Dalla Chiesa si era già accorto quando aveva compreso come le istituzioni non usavano la stessa determinazione nel combattere il terrorismo nero rispetto a quella riservata al terrorismo rosso. L’emergere degli elementi che portarono alla scoperta della loggia P2 guidata da Licio Gelli, segreti inconfessabili che Dalla Chiesa, con la sua abilità investigativa e il suo senso dello Stato, stava iniziando a far emergere. Fino ad arrivare a una fine che Galli col suo “Dalla Chiesa” riporta alla luce della cronaca.

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