GLI ZOMBIE ESISTONO? / Tra magia nera e pratiche vodoo: abitano ai Caraibi!

- Dario D'Angelo

Gli zombie esistono? Un etnobotanico è risalito alle origine delle pratiche vodoo dimostrando che nel processo di zombificazione c’è poco di magico e molto di chimico.

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Zombie (Foto da Pixabay)

Se qualcuno vi dicesse che gli zombie esistono davvero forse lo prendereste per pazzo, o nella migliore delle ipotesi per un innamorato del genere horror. Eppure, un fondo di verità, in questa versione dei fatti esiste eccome. Perché gli zombie -ebbene sì- esistono e si trovano per gran parte in un paradiso terrestre chiamato Caraibi, più precisamente ad Haiti. Tutto ha origine dall’Africa, dalle tratta degli schiavi che portò migliaia e migliaia di persone a lavorare nei campi del continente americano. Furono proprio loro, e in particolare il popolo originario del golfo del Benin, a esportare usanze, tradizioni e soprattutto un termine decisivo in questa storia: vodoo. Proprio le pratiche vodoo, infatti, sono alla base del processo di “zombificazione”, secondo cui un individuo viene reso schiavo fisicamente e mentalmente e ridotto allo stato di fantoccio senza volontà. A rendere possibile una trasformazione di questo tipo sarebbero i cosiddetti “bokor”, stregoni che non disdegnano la magia nera. Oppure, stando alle scoperte di un etnobotanico, la chimica: continuate a leggere….

GLI ZOMBIE ESISTONO? TRA MAGIA NERA E PRATICHE VODOO ABITANO AI CARAIBI

LA SCOPERTA DELL’ETNOBOTANICO

Dal lavoro dell’etnobotanico canadese Wade Davis, “Voodoo!”, (“Il serpente e l’arcobaleno” in inglese) è emerso che più che dinanzi a magia nera in grado di rendere zombie delle persone, ci si trovi dinanzi a vera e propria chimica. Con l’aiuto dello specialista forense e antropologo Philippe Charlie nel suo libro “Zombie”, Davis mette in luce l’utilizzo della tetrodotossina, un veleno molto più potente del cianuro, responsabile ogni anno di decine di morti in Giappone in quanto contenuto nelle viscere di un pesce molto in voga da quelle parti. Insieme alla tossina del veleno di rospo, la tetrodotossina faceva parte degli ingredienti tipici della “polvere di zombie” usata dai bokor, da cui Wade Davis è riuscito ad ottenere dei campioni. Curiosi di conoscere gli effetti di questo mix? Paralisi, ipotensione, perdita di coscienza, ipotermia e battito cardiaco rallentato: una sorta di morte apparente che può portare gli stregoni bokor a soddisfare pienamente la propria clientela. In fondo, chi assume queste sostanze, è paragonabile realmente ad uno zombie, o morto vivente che dir si voglia. 



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