DUE DETENUTI EVASI DAL CARCERE/ Torino, erano in permesso premio: Osapp chiede commissione parlamentare

- Silvana Palazzo

Torino, due detenuti evasi dal carcere: non rientrano da permesso premio. Osapp chiede commissione parlamentare e punta il dito contro direttori e responsabili regionali 

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Immagine di repertorio (Pixabay)

Ancora un caso di evasione in Italia. Questa volta la fuga è avvenuta dal carcere minorile Ferrante Aporti di Torino: due “giovani adulti” non sono rientrati da un permesso premio. Si tratta di due soggetti maggiorenni: uno è un 19enne cittadino colombiano, l’altro un 18enne di origini tunisine. La notizia è stata riferita dall’Osapp, Organizzazione sindacale autonoma polizia penitenziaria, precisando che le due evasioni sono avvenute in momenti diversi. Al giovane cittadino tunisino era stato concesso un permesso premio per trascorrere otto ore con la compagna, quindi sarebbe dovuto tornare nel carcere torinese alle 13 di ieri, sabato 5 agosto. Il ragazzo colombiano, invece, aveva ricevuto un permesso di quattro ore per recarsi nel centro città, dove doveva acquistare alcuni vestiti, accompagnato da una mediatrice culturale. Quest’evasione però è avvenuta prima di quella del ragazzo tunisino: risale infatti a venerdì 3 agosto.

DUE DETENUTI EVASI DAL CARCERE IN DUE MOMENTI DIVERSI

OSAPP DENUNCIA DISSESTO: “AMMINISTRAZIONE ALLO SBANDO”

Per l’Osapp la notizia delle due evasioni rappresenta l’ennesima occasione per invitare all’istituzione di una commissione parlamentare che si occupi delle «inefficienze di un sistema penitenziario, anche minorile, che non produce sicurezza né recupera alla società civile chi commette reati». Il segretario generale Leo Beneduci ha aggiunto: «L’amministrazione è notoriamente allo sbando, anche se mai aveva raggiunto i livelli di dissesto attuali». Anche la giustizia minorile sembra allo sbando per Beneduci, «soprattutto laddove risulta palese come non si sia assolutamente compreso quale debba essere il rapporto tra l’entità della pena e i benefici di cui fruire in ragione dell’entità dei reati commessi e dei comportamenti tenuti in carcere». Il segretario generale dell’Osapp ha puntato il dito contro i direttori e i responsabili regionali delle infrastrutture penitenziarie. «A farne le spese sono dapprima i poliziotti penitenziari e poi gli inermi cittadini», ha concluso Beneduci, come riportato da SkyTg24.



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