Mattia Dall’Aglio/ Nuoto, muore a 24 anni mentre si allena: una carriera brillante alle spalle

- Emanuela Longo

Mattia Dall’Aglio trovato morto in palestra: il nuotatore 24enne si stava allenando. Indagini in corso, stroncato da un infarto? Il cordoglio della Federazione italiana nuoto

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Mattia Dall'Aglio (Foto Facebook)

Mattia Dall’Aglio ci lascia un po’ a sorpresa, in circostanze ancora da chiarire del tutto. Il giovane atleta ritrovato senza vita in palestra dove si era recato per effettuare un allenamento aveva una brillante carriera alle spalle nonostante la giovane età. Era stato tesserato nel 2007 dalla Reggiana, riuscendo poi a salire sul podio nel meeting di Viareggio. Tra il 2008 e il 2010 era riuscito, passando al club formato dai vigili del fuoco di Modena, a portarsi in bacheca ben tre titoli italiani giovanili. Con l’Imolanuoto invece era arrivato in finale nei 100 rana e 100 stile libero per i campionati nazionali. Due anni fa era stato convocato per le Universiati di Gwangju. Rimangono i misteri sulla morte del ragazzo che era sì affetto da anemia falciforme, fattore che sarebbe totalmente al di fuori delle cause della scomparsa. Presto il pm potrebbe disporre l’ordine di effettuare l’autopsia. (agg. di Matteo Fantozzi)

MATTIA DALL’AGLIO, NUOTATORE TROVATO MORTO IN PALESTRA

LE PAROLE DEL SINDACO DI MODENA

Lutto nel mondo del nuoto, scosso dalla tragica notizia della morte di Mattia Dall’Aglio. Il nuotatore potrebbe essere stato stroncato da un infarto domenica pomeriggio, mentre si trovava in palestra, facendo pesi. E potrebbe aver sbattuto la testa cadendo. «La scomparsa di un atleta così giovane lascia un vuoto incolmabile in tutti noi», ha scritto il sindaco di Modena, Gian Carlo Muzzarelli, in un messaggio di cordoglio per la famiglia di Mattia Dall’Aglio. Il primo cittadino ha espresso, insieme all’assessore allo Sport Giulio Guerzoni, vicinanza e partecipazione «al vostro dolore in questo momento tragico» anche a nome di tutta la città di Modena. L’ex tecnico Vincenzo Piscopo ha ricordato Mattia Dell’Aglio alla Gazzetta di Reggio come «un ottimo ragazzo e un ottimo atleta, molto talentuoso». Piscopo ha assicurato che «era ben voluto da tutti e aveva molti amici sia a Reggio sia a Modena». (agg. di Silvana Palazzo)

IL CORDOGLIO DELLA FEDERAZIONE ITALIANA

Potrebbe essere morto a causa di un infarto il nuotatore Mattia Dall’Aglio, ma per capire cosa sia successo bisognerà attendere gli accertamenti sul corpo, che ora si trova alla Medicina legale del Policlinico di Modena. Il pm Katia Marino, secondo quando riportato da Repubblica, potrebbe chiedere l’autopsia. Nella palestra dove si stava allenando non sono stati trovati farmaci o altre sostanze che possano spiegare la tragedia. Per il momento l’ipotesi della morte naturale, per quanto incomprensibile, resta quella più accreditata. Mattia Dall’Aglio era un eccellente stileliberista: aveva vinto tre titoli giovanili ed era approdato alle finali tricolore nei 100 rana e 100 stile libero. Tesserato per la Reggiana, aveva affiancato all’attività di nuotatore quella universitaria, laureandosi in Economia. Nel suo palmarès anche una convocazione per le Universiadi in Corea del Sud del 2015. La Federazione italiana nuoto ha espresso «le più sentite condoglianze alla mamma Fabrizia, al papà Gianluca, ai familiari tutti ed amici e a tutti coloro i quali hanno avuto il privilegio di conoscerlo». (agg. di Silvana Palazzo)

STRONCATO DA UN MALORE? È GIALLO

Aveva appena 24 anni Mattia Dall’Aglio, il giovane campione di nuoto trovato morto ieri in palestra da un vigile del fuoco. A riportare la drammatica notizia è il quotidiano Il Resto del Carlino, ripercorrendo le tappe salienti della tragedia, a partire dal ritrovamento del cadavere del giovane il quale si era recato ad allenarsi in una palestra poco distante dalla sede dei pompieri, a Modena. Potrebbe essere stato un malore fatale, forse un infarto che lo ha colto mentre sollevava i pesi, sebbene le causa della morte non sia ancora stata del tutto accertata. L’ambulanza è giunta intorno alle ore 17:00 ma per il giovane nuotatore reggiano non c’è stato nulla da fare. Neppure l’uso del defibrillatore da parte dei pompieri è servito a rianimare Mattia, ormai deceduto. A seguire, anche la polizia che ha effettuato gli iniziali accertamenti raccogliendo le prime testimonianze, a partire dal Vigile del fuoco che per primo si è accorto del corpo senza vita del 24enne, passando poi agli amici, accorsi dopo la tremenda notizia ed apparsi immediatamente increduli. Sull’accaduto il pm Katia Marino ha già avviato una scrupolosa indagine inviando sul posto anche la Medicina legale.

IPOTESI INFARTO ALLA BASE DEL DECESSO?

Resta il giallo attorno alla morte improvvisa e sconcertante di Mattia Dell’Aglio, promessa del nuoto. Secondo le prime indiscrezioni, pare il ragazzo fosse da solo in palestra mentre si allenava nella sala pesi. Nessun testimone, dunque, pronto a chiarire le cause della morte, forse sopraggiunta dopo un malore. Alla luce del grande caldo nella giornata di ieri, l’ipotesi più accreditata resta al momento quella dell’infarto. Secondo quando rivelato da un amico agli inquirenti, la vittima era affetta da anemia falciforme, una malattia del sangue, sebbene ciò non sia stato ancora accertato, né si conosce l’eventuale peso che potrebbe avere sulla sua morte, sopraggiunta forse anche alcune ore prima l’arrivo dei soccorsi. Non è ancora stata chiarita, infatti, l’ora esatta in cui Mattia sarebbe giunto in palestra. Dopo la tragedia, la famiglia del giovane è stata avvertita dalla polizia e sarebbe già giunta a Modena. Ora il corpo senza vita del nuotatore è stato condotto all’istituto di Medicina legale ed è possibile che il pm disporrà un’autopsia allo scopo di fare chiarezza sulle cause del decesso. Le indagini non tralasciano comunque alcun aspetto, anche più cupo. Certo è che da un’analisi iniziale non sarebbero trapelati segni di una colluttazione o presenza di farmaci o sostanze che potrebbero far ipotizzare una morte diversa da quella per malore. Non è escluso, tuttavia, che il 24enne possa aver battuto rovinosamente la testa cadendo e ciò potrebbe essergli stato fatale.

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