DON PIETRO PREDONZANI/ Codigoro: “Migranti? Non siamo razzisti ma non abbiamo più risorse per integrarli”

- Emanuela Longo

Don Pietro Predonzani, parroco di Codigoro dopo la provocazione della sindaca contro l’arrivo di altri migranti. La situazione del paese e la riflessione sul tema integrazione.

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LaPresse

Una provocazione dura ma che ha suscitato notevoli momenti di riflessione. Possiamo riassumerlo così quanto accaduto a Codigoro, comune in provincia di Ferrara, dove la sindaca del Pd, Alice Zanardi, ha minacciato tasse più alte a chi intende ospitare i migranti, denunciando l’elevata presenza nel suo Comune, che ne ospita ormai 115. A ragionare sulla provocazione, sposandola in pieno, è stato Don Pietro Predonzani, parroco del paese, il quale ha invitato a non mettere il prosciutto sugli occhi e ad affrontare concretamente il problema, ormai evidente a tutti i cittadini. “Codigoro si sta spopolando per la mancanza di lavoro, non abbiamo più risorse per integrare gli immigrati”, ha commentato il sacerdote, come riporta Famiglia Cristiana, ponendo l’accento su una piaga sociale ad oggi ignorata, ovvero quella della dispersione scolastica dei ragazzini tra gli 11 ed i 17 anni, salita al 30%.

DON PIETRO PREDONZANI, CODIGORO: RIFLESSIONE SUL TEMA MIGRANTI

PARROCO SPOSA PROVOCAZIONE DELLA SINDACA PD

Nonostante la provocazione della sindaca abbia sollevato un grande polverone, portandola anche a compiere in parte un dietrofront, secondo Don Pietro Predonzani i cittadini di Codigoro avrebbero approvato a pieno la scelta del primo cittadino, ormai stanco di ospitare altri profughi. Eppure, su un aspetto il prete intende essere chiaro: “Attenzione a non generalizzare: qui la gente non è intollerante o razzista”. A tal proposito il sacerdote ha ricordato quanto avvenne nel piccolo comune in occasione delle rivolte di Goro e Gorino contro i migranti. “Noi, con la parrocchia e tutte le associazioni cittadine, abbiamo accolto alcune di quelle persone tra le quali c’erano anche due donne incinte”, racconta oggi, a dimostrazione che il razzismo c’entra poco. Il vero problema, a detta di Don Pietro, è la lenta morte alla quale sta andando incontro il paese, con la chiusura di negozi ed imprese e la vistosa diminuzione del numero di abitanti che in pochi anni si sarebbero ridotti passando da 12 mila a 7 mila. “Non siamo cattivi, è che non abbiamo più le risorse per offrire un’integrazione a queste persone”, ha ribadito il sacerdote, invitando tutti ad una seria riflessione sul tema dell’integrazione e sull’impossibilità a metterla in atto in un paese come Codigoro, dove i giovani scappano e gli anziani restano. Infine, il Don ha voluto lanciare un appello alle istituzioni: “La Prefettura dovrebbe dialogare di più col Comune e anche altre città dovrebbero evitare di rimpallarsi le opinioni”, ha chiosato, ribadendo come un vero progetto di integrazione dovrebbe essere anche “sostenibile”.



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