LEGHISMI AL SUD/ L’arresto di Ciro Borriello e le bucce di banana di Salvini

- Alfonso Ruffo

E’ stato arrestato a Torre del Greco il sindaco Ciro Borriello. L’accusa: corruzione e truffa. Lo strano ibrido del patto tra FI e Italia dei Valori gli ha portato male? ALFONSO RUFFO

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Veduta di Torre del Greco (LaPresse)

Le parole più sensate — a parte, forse, un avverbio di troppo — le ha pronunciate il vicesindaco Romina Stilo: attendiamo di conoscere, ha detto, quali sono le accuse mosse al nostro sindaco pienamente fiduciosi nell’operato della magistratura ma al tempo stesso consapevoli dell’onestà con la quale Ciro Borriello ha portato avanti il mandato di primo cittadino conferitogli dagli elettori tre anni fa.

Intanto, però, Borriello Ciro è stato arrestato e messo in galera assieme ai fratelli Massimo e Antonio Balsamo, i quali, secondo le accuse della Guardia di Finanza, lo avrebbero corrotto per pilotare un appalto della nettezza urbana in favore della loro impresa che, per ripagarlo, avrebbe generato fondi neri. Insomma, a prima vista sembrerebbe una storia come tante.

Ma Ciro Borriello a Torre del Greco, paesone della provincia di Napoli famoso per i suoi armatori e per la lavorazione del corallo, non è un sindaco qualunque. Sessant’anni compiuti da qualche mese, medico e specializzato in chirurgia estetica, Borriello aveva già conquistato il municipio nel 2007 come espressione di una lista che teneva insieme Forza Italia e Italia dei Valori.

È stato consigliere comunale nel 1993 (il più votato tra i democristiani) e ha fatto il deputato con Silvio Berlusconi. Per tornare in Parlamento si era adesso buttato sulla Lega Nord e infatti circolano sue foto con Matteo Salvini che risalgono al famoso comizio alla Mostra d’Oltremare di Napoli rovinato dalla contestazione di facinorosi che la cronaca ha messo in conto al sindaco Luigi de Magistris.

Una persona esperta e navigata, dunque, quando nel 2014 è stato rieletto alla testa della sua comunità dalla quale, a dirla tutta, proprio qualche giorno fa, il 28 luglio, si era allontanato per dissapori con la maggioranza avendo venti giorni per decidere se confermare o meno le dimissioni. L’azione della procura di Torre Annunziata, competente per territorio, si è messa di mezzo.

A carico dell’uomo politico e amministratore ci sarebbero prove documentali: video, in particolare, che attesterebbero passaggi di denaro in luoghi appartati e privi di copertura telefonica. Inoltre c’è chi ricorda il suo attivismo, sospetto per definizione, per revocare il servizio di igiene urbana alla ditta che aveva vinto la gara con l’obiettivo di fare posto alla Fratelli Balsamo.

Tutto questo per grandi linee e secondo le informazioni fin qui disponibili: diffuse dall’accusa e in attesa di verifica. L’esperienza e forse anche la coscienza consiglierebbero di aspettare tempi più maturi per dare addosso al mostro che comincia a delinearsi dietro le sbarre. Ricordando che in Italia si è innocenti fino alla condanna definitiva nel terzo grado di giudizio.

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