NOTTE DI SAN LORENZO/ Perseidi, stelle cadenti il 12 agosto: la spiegazione del fenomeno

- Silvana Palazzo

Notte di San Lorenzo: in arrivo le Perseidi, le stelle cadenti: 12 agosto il picco di visibilità, come osservarle. Le ultime notizie sul fenomeno astronomico più suggestivo dell’anno

San Lorenzo notte stelle cadenti
San Lorenzo, notte di stelle cadenti

Tutti sanno che il 12 agosto nella notte di San Lorenzo bisognerà alzare lo sguardo al cielo per osservare le Perseidi, assistendo così così alla “pioggia” di stelle cadenti. Non sono molti invece coloro che sanno come è meglio osservarle. Si tratta di consigli importanti, perché quest’anno non ci saranno le circostanze ideali per osservare questo fenomeno. Colpa anche della luna piena del 7 agosto: il satellite sorgerà nelle ultime ore della notte, quelle cruciali per osservare le meteore. Anche se la Luna sarà ingombrante, nella notte tra il 12 e il 13 agosto, fino alle 4.30, si potranno ammirare le stelle più brillanti. Bisognerà però scegliere allora il posto più buio possibili, così sarà sufficiente guardarle ad occhio nudo. Le Perseidi sono una grandissima nuvola di frammenti lasciata dalla cometa Swift-Tuttle nel corso delle sue orbite annuali attorno al Sole. Quindi la scia delle stelle cadenti non è altro che quella dei detriti che si incendiano entrando in contatto con l’atmosfera a circa 160mila chilometri orari. (agg. di Silvana Palazzo)

IN ARRIVO LE PERSEIDI, LA NOTTE DELLE STELLE CADENTI

DAL MITO ALLA SCIENZA

Perché Notte di San Lorenzo? Perché le stelle cadono? E soprattutto, se cadono, dove vanno a finire? Partiamo dal principio. L’evento delle Stelle Cadenti è stato osservato per la prima volta nel 36 d.C., proprio a ridosso della data in cui si celebra il martirio di San Lorenzo. Il Santo fu bruciato vivo su una graticola ardente il 10 agosto del 258 d.C., e le stelle cadenti rappresenterebbero proprio le lacrime versate durante il suo supplizio. Passando ai “perché” più tecnicistici, le stelle non sono davvero stelle, ma meteore. Al bando il romanticismo, dunque: le comete non sono altro che detriti, che, impattando con l’atmosfera, danno vita a centinaia di suggestive scie luminose. Da qui la seconda spiegazione: la maggior parte dei detriti viene disintegrato proprio a seguito della collisione, e sulla Terra è possibile rinvenirne solo una piccolissima parte. (agg. di Rossella Pastore)

TORNANO LE METEORE

Pronti per la magica pioggia di stelle cadenti? Manca poco alle Perseidi, uno dei fenomeni astronomici più suggestivi dell’anno. Sono note come le Lacrime di San Lorenzo, perché tradizionalmente collegate alla notte del 10 agosto dedicata al santo. Quest’anno saranno osservabili nella serata del 12 agosto, dal tramonto fino alle prime luci dell’alba del 13. Per osservarle bisognerà aspettare la parte più alta della notte, nonostante la luce della luna possa dare fastidio. Il motivo è stato svelato all’Ansa dall’astrofilo Paolo Volpini, coordinatore per la divulgazione dell’Unione Astrofili Italiani (UAI): «Sarà anche il momento in cui il radiante, cioè il punto di provenienza delle meteore, è più alto, oltre i 60 gradi, e quindi sarà possibile vedere un maggior numero di stelle cadenti in poco tempo». Le stelle cadenti sono sciami meteorici che si manifestano quando l’orbita terrestre interseca i flussi di piccoli frammenti lasciati dal passeggio di comete: quando entrano a contatto con l’atmosfera ad alta velocità, si bruciano e creano appunto le scie luminose.

COME OSSERVARE LO SPETTACOLO 

Le Perseidi si manifestano da fine luglio al 20 agosto, ma il picco di visibilità dello sciame si concentra generalmente intorno al 12. Tra tutti gli sciami incrociati dal nostro pianeta, è uno dei più rilevanti quanto ad osservabilità: avviene quando lo sciame meteorico incontra la Terra durante la sua orbita intorno al Sole. Per godersi lo spettacolo bisogna recarsi in luoghi privi di inquinamento luminoso e rivolgere lo sguardo verso l’alto in direzione della costellazione di Perseo: le stelle cadenti giungono proprio da quella porzione di cielo, poco al di sopra della costellazione da cui appunto prendono il nome. Si tratta di uno dei fenomeni più belli e caratteristici dell’anno, perché durante il picco si possono arrivare a vedere fino a più di cento meteore in un’ora. Bisogna allora avere il naso all’insù sperando di cogliere il momento giusto per incrociare una stella cadente con lo sguardo. 

© RIPRODUZIONE RISERVATA

I commenti dei lettori