IL ‘NUOVO’ PAOLO DI TARSO/ Islamico persecutore di cristiani ed ebrei si converte: un miracolo lo ha salvato

- Niccolò Magnani

La conversione del “nuovo” San Paolo di Tarso: islamico persecutore di cristiani ed ebrei, si converte con un miracolo. “L’odio imparato, l’amore vissuto”, l’incredibile conversione di Eric

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Immagine da Internet, una moschea

Odiava i cristiani, insultava gli ebrei e desiderava la morte di tutti gli infedeli che non servissero il progetto e la legge di Allah: ma qualcosa è cambiato in Yasser Eric e da persecutore è diventato un fedele seguace in Gesù Cristo, chiedendo e ottenendo perdono per tutto il male provocato e “sperato”. È la storia incredibile di questo miracolo di conversione vera e propria, raccontato in questi giorni dalla rivista tedesca Pro Christliches Medienmagazin, ripresa poi da tutti i media teutonici. Un libro-confessione in cui Yassir racconta la sua storia di dolore, calvario e conversione in piena Africa nera, nel nord del Sudan. Nel suo libro l’ex islamista radicale racconta di aver imparato lungo la sua vita sia l’odio imperterrito verso l’altro, che sia cristiano o ebreo, faceva lo stesso, e poi dopo la conversione travagliata “ho imparato a costruire ponti”. Addirittura da giovanissimo ha compiuto un attentato contro una sua compagna di classe cristiana di nome Zakaria: «ho viaggiato nel Sudan inseguendo la jihad musulmana assieme alla mia famiglia, ricca e benestante, che mi ha insegnato i dettami del Corano, odiando tutti gli infedeli», spiega nel suo libro Eric. Un’incontro su tutti lo cambia profondamente, trattandosi dello zio a cui più era legato l’islamista radicale: una conversione operata tramite… un musulmano a sua volta! Ecco l’incredibile storia che lo stesso Eric racconta senza timore: «volevo bene a mio zio Khaled, lui ha lavorato per i servizi segreti sudanesi e proprio durante il suo lavoro Khaled dovevo uccidere un leader cristiano. Ma invece di ucciderlo, mio zio entra in contatto con la Parola di Dio e alla fine diventa cristiano».

IL MIRACOLO CHE GLI HA CAMBIATO LA VITA

Per Eric, figlio di uno dei leader jihadista della sua regione, lo choc fu potente: lo zio viene espulso dal clan appena racconta la sua conversione, lo stesso nipote è inorridito dalla scelta del parente eppure qualcosa dentro sembra muoverlo tanto che chiede allo zio di sapere che cos’è davvero la fede cristiana. «Mi regala una bibbia e io penso tra me e me che così potevo finalmente scoprire tutte le menzogne di quel testo per poter convincere lo zio di tornare all’Islam. Ma più leggo la Bibbia e più Dio mi parla». A questo punto il miracolo è già in atto, come spiega Yassir Eric: un fatto poi compie il “passo” definitivo verso la completa conversione di quel giovane odiatore seriale di cristiani ed ebrei. Il figlio dello zio Khaled, il cugino di Eric, va in coma per 4 settimane e un gruppo di cristiani copti prega ininterrottamente in ospedale per la sua salvezza. Il giovane si sveglia dal coma e in questo modo Eric è ormai convinto: «non posso più far finta, “devo” credere a Gesù ora», racconta alla rivista tedesca cattolica. Il difficile arriva dopo, quando comunica alla famiglia la stessa notizia dello zio Khaled: il padre lo espelle dal clan e lo caccia definitivamente divenendo di colpo perseguitato lui e inseguito dagli jihadisti cui faceva parte fino a pochi giorni prima. Addirittura viene sequestrato dai servizi segreti sudanesi e tenuto in prigionia per mesi, subendo torture, abusi, e rischiando la morte. Riesce però a scappare e fugge anche dal Sudan, grazie ad un secondo incontro che gli cambierà ancor di più la vita: si innamora di una donna cristiana e tedesca e si trasferisce in Germania. Da allora diviene una voce importante a Berlino organizzando convegni, eventi e incontri dove parla della sua esperienza di conversione, del male perpetrato dall’odio religioso islamista: «voglio diventare un ponte per gli altri, prima odiavo, ora amando intendo aprire le porte per poter permettere una sempre migliore integrazione».

Non solo, fa sua una tesi molto importante e netta sul rapporto tra Islam e cultura occidentale: «Un Islam che svaluta i credenti di altre fedi e legittima la violenza non deve avere un posto in Germania», sostiene nel suo libro, attirando molte critiche e l’odio di alcuni suoi ex-compagni di fede. Ma anche qui, Eric stupisce i lettori e il pubblico: una tesi molto dura che si accompagna ad una modalità di affermarla tutt’altro che intransigente. Non è con la restrizione della libertà religiosa che si raggiungerà la pace e la migliore integrazione: ma è interrogando, stando di fronte alle esigenze di tutti, musulmani compresi, che si può cercare di proporre e spiegare il messaggio di amore cristiano. «L’odio imparato, l’amore vissuto»: è nel titolo del libro tutto il senso della sua testimonianza, un’amore non imparato e nemmeno insegnato, ma semplicemente vissuto come esperienza di vita e di bene. «L’opera di Dio conosce vie inconcepibili e un islamista può diventare un successore di Gesù. Questa immagine di vita può incoraggiare le persone nella loro fede», spiega Eric nella sua incredibile testimonianza, che risuona proprio come una “novella” conversione sulla strada di Damasco del “nuovo” Paolo di Tarso.

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