BLOCCATI DUE NOTTI IN VETTA SU DENT D’HERENS/ “L’alpinista Gabarrou mi ha salvata e protetta con un abbraccio”

- Silvana Palazzo

Bloccati due notti in vetta su Dent d’Hérens: l’avventura di Ivana Tonin e Patrick Gabarrou. “L’alpinista mi ha salvata e protetta con un abbraccio”, racconta la donna

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Patrick Gabarrou e Ivana Tonin (Ansa)

Lui uno dei più forti alpinisti francesi tra gli anni ’80 e ’90, lei donna di montagna con un’esperienza in ascensioni complesse: entrambi hanno rischiato di morire a quasi quattromila metri di quota. Patrick Gabarrou, che ora fa la guida alpina, era partito con Ivana Tonin venerdì per la scalata della Dent d’Hérens, la cosiddetta “sorella minore” del Cervino quasi al confine con la Svizzera. Il maltempo improvviso ha complicato i loro piani, ma si sono salvati grazie ad una delicata operazione di recupero. Un’avventura a lieto fine, ma comunque spaventosa. Stava andando tutto bene, poi la parete si è ghiacciata in pochi minuti: «Non si vedeva niente. Era impossibile andare avanti o tornare indietro», raccontano, come riportato dal Corriere della Sera. Si trovavano a quota 3.700 metri, a tre tiri di corda dal bivacco, ma proseguire sarebbe stato un suicidio. Patrick Gabarrou riesce a trovare un riparto di fortuna in mezzo alle rocce: facendo un giro sulla cresta, trova una tettoia naturale, quindi costruisce attorno un muro di sassi per far sì che fosse protetti dal vento che stava soffiando con grande forza.

“NON SO COME SAREBBE ANDATA A FINIRE…”

«Era quasi una bufera. È solo grazie alla sua esperienza se siamo ancora vivi, ha accatastato i sassi senza fermarsi mai. Poi mi ha abbracciato per proteggermi dal freddo e siamo rimasti così fino all’arrivo dei soccorsi», ha raccontato Ivana Tonin. Hanno trascorso il tempo cantando e pregando. L’alpinista ha chiamato il soccorso alpino, ma l’elicottero non riusciva a salire a causa del maltempo. Neppure due guide che avevano provato a raggiungerli a piedi sono riuscite a raggiungerli. Poi c’è stata una schiarita, decisiva per il loro salvataggio: «Altrimenti non so come sarebbe andata a finire», conclude Patrick Gabarrou, senza perdere il sorriso sulle labbra. Arriva l’elicottero di Air Zermatt e in pochi minuti sono in salvo: se la sono cavata con un principio di congelamento e un grande spavento. Trasportati all’ospedale di Aosta, rivivono le ultime ore trascorse in alta quota. Ore di paura, trascorse abbracciati.



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